Sirente-Velino, altri no alla riperimetrazione

4 Luglio 2020

Gli ambientalisti: «Assurda la scelta della Regione di ridurre i confini. Bisogna nominare i vertici» 

L’AQUILA. Ha già superato le 11 mila firme la petizione on line promossa da 17 associazioni ambientaliste - Wwf Abruzzo, Italia nostra, Cai, Lipu, Salviamo l’Orso, Ambiente e/è Vita, Mountain wilderness, Enpa, Altura, Fare Verde Onlus, Federtrek, Federazione Nazionale Pro Natura, Cooperativa Ecotour, Orso and Friends, Gufi, Gruppo Italiano per le Foreste Italiane, Dalla Parte dell'Orso, Appennino Ecosistema – contro la proposta di riperimetrazione del Parco Sirente-Velino contenuta in una delibera approvata dalla giunta regionale. Ieri mattina, i delegati delle associazioni hanno tenuto una conferenza stampa davanti Palazzo dell’Emiciclo, per chiedere «un ripensamento sulla decisione miope di tagliare il perimetro del parco». «La gestione di un’area protetta», affermano gli ambientalisti, «è questione complessa, ma la soluzione non è sottrarre ettari al territorio del parco. Bisogna, piuttosto, puntare a un rilancio, a una gestione virtuosa, che porti alla conservazione del patrimonio naturale, ma anche a un maggiore benessere sociale, culturale ed economico delle popolazioni che il parco lo abitano». La proposta avanzata dalla Giunta prevede un taglio di 8000 ettari, concentrato soprattutto nella Valle Subequana e in parte anche sull’Altopiano delle Rocche. «Ci chiediamo» dicono le associazioni ambientaliste, «quali siano state le scelte che hanno portato a tale riperimetrazione, quali studi scientifici, ma anche sociali e di proiezioni economiche siano stati fatti». Il Parco regionale Sirente-Velino è senza guida da 5 anni -– è stato commissariato nel 2015 – e da tre anni è in attesa che la Regione approvi il piano di gestione, che è lo strumento principale di programmazione delle aree naturali protette. «Perché invece di pensare alla riduzione del perimetro non si è agito per risolvere queste criticità?». si chiedono le associazioni ambientaliste. «L’attuale giunta ha la possibilità di ribaltare questo percorso di mala gestione, per questo chiediamo che venga ritirata la delibera e che si apra un confronto con tutti i portatori di interesse e in particolare con le associazioni. La politica regionale non ha mai investito con serietà su questo parco, oggi da questo scontro può nascere un rilancio dell’area protetta, a partire dalla scelta delle figure apicali».
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