«Siringhe, sporcizia e topi nelle abitazioni inagibili»

11 Agosto 2019

La rabbia dei titolari delle Case Ater di via Vastarini Cresi: anche ladri e vandali A dieci anni dal terremoto, pur con i soldi stanziati, la ricostruzione non parte

L’AQUILA. Scorribande di ladri, vandali, vagabondi e tossicodipendenti nelle case inagibili di via Vastarini Cresi, meta anche di topi. I residenti sono infuriati. Ma la considerazione che li rende intolleranti verso questa situazione è che ciò avviene non nella remota periferia ma nei pressi di via Scarfoglio, al Torrione, a pochi minuti di macchina dal centro storico e a meno di mezzo chilometro dalla sede della polizia municipale. Senza dimenticare che sempre da quelle parti si trova una scuola media. Il dato di fatto forse più grave è che ci sono incursioni notturne di tossicodipendenti come conferma la presenza di siringhe in mezzo a tanta sporcizia. E, proprio in un edificio inagibile vicino al vecchio ospedale, tempo addietro, fu trovato senza vita un tossicodipendente ucciso da overdose.
Oltre alla sparizione, ormai da anni, di oggetti che erano nelle case inagibili, appare chiaro che la notte qualcuno lì ci va a dormire come testimonia la presenza di materassi buttati in più parti, occasionali giacigli di senzatetto. Gli interni e sopratutto gli esterni di quei locali devastati sono stati anche oggetto di gratuiti atti di vandalismo oltre che di scritte fatte con le bombolette spray.
La valutazione che i residenti fanno è che certi ambienti, visto quello che vi accade dentro da tempo immemorabile, potrebbero essere causa di infezioni tenuto anche presente che la zona risulta anche antropizzata visto che molti condomini nelle vicinanze sono stati ristrutturati e da tempo sono abitati. E gli stessi residenti di quei palazzi rifatti si chiedono se ne sia valsa la pena di rientrare
Di lì la necessità di una bonifica ma, soprattutto, di una demolizione e successiva ricostruzione di quei palazzi mai presi in considerazione, sotto questo aspetto, dopo il sisma del 2009.
La cosa che fa rabbia è che in relazione a queste case Ater, (ovvero di edilizia residenziale pubblica), persiste una strana e incomprensibile situazione di incertezza e confusione rispetto al finanziamento.
«La causa principale del gravissimo ritardo nella ricostruzione», ripetono ormai da anni gli ex residenti, «non sta nella mancanza dei finanziamenti ma, verosimilmente, nella mancanza di mezzi tecnici, progettuali e operativi, da parte dell'Ater e di tutti gli altri enti coinvolti».
Fatto sta che a oltre dieci anni dal terremoto finora, in via Vastarini Cresi, non si può nemmeno immaginare, pur con i soldi in cassa, l’avvio di un cantiere.
Ci sono state proteste, infine, anche recenti, per una serie di furti ai danni di alcuni appartamenti, nei palazzi che sono stati restituiti dopo i restauri.
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