Sisma, avvocato nei guai per una ristrutturazione

6 Maggio 2015

Chiuse le indagini della Procura sull’abitazione dei Bellisari demolita a Pettino Le pratiche sospette sono 1.700: un gruppo di lavoro specifico le esaminerà tutte

L’AQUILA. Case vuote, in certi casi persino diroccate, rifatte coi soldi pubblici. Demolizioni e ricostruzioni. Oppure il ricco indennizzo per l’abitazione equivalente. Con numeri da capogiro: 1700 pratiche ballerine. Magari con uno, o più, suggeritori occulti che avrebbero indicato il percorso da seguire per arrivare dritto dritto fino ai soldi della ricostruzione.

Può diventare un vero e proprio ciclone il nuovo fronte aperto dalla Procura della Repubblica nell’ambito delle indagini, a dire il vero mai interrotte, sull’indebita percezione di contributi a danno dello Stato nel post-terremoto aquilano. E stavolta nel mirino finisce un’abitazione di via Antica Arischia a Pettino di proprietà di una nota famiglia di avvocati aquilani.

Sono state chiuse, nei giorni scorsi, le indagini preliminari nei confronti di Paola Bellisari, di 59 anni e del figlio Vittorio Cobianchi Bellisari, di 28 anni, mentre la posizione di una terza persona è tuttora al vaglio degli investigatori. La principale contestazione è l’indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.

Il filone investigativo prende le mosse dall’intuizione del colonnello Ernesto Grippo, già comandante della polizia municipale, di creare per la prima volta nel capoluogo abruzzese il nucleo di polizia edilizia per infrenare i tanti, troppi abusi edilizi che hanno caratterizzato sia la primissima fase post-emergenziale sia quella successiva. Le indagini in questione sono state affidate agli agenti di polizia giudiziaria della polizia municipale, una squadra di cui è responsabile il maggiore Patrizia Galassi.

Il procuratore antimafia Fausto Cardella ha inteso implementare l’azione già in atto da tempo nel suo ufficio creando un nuovo gruppo di lavoro coordinato dai pubblici ministeri Fabio Picuti e Simonetta Ciccarelli che si occuperà in modo particolare della ricostruzione e della ricca casistica di truffe ad essa connesse. Nel corso degli accertamenti sono state scoperte 1700 pratiche sospette, che saranno passate tutte al setaccio al termine di una complessa fase di acquisizione di atti, alcuni dei quali reperiti negli stessi uffici comunali della ricostruzione.

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