Sisma, Commissione antimafia all’Aquila per prevenire infiltrazioni / il Video

15 Luglio 2014

Per il presidente Rosy Bindi: "Il problema mafia prima all'Aquila non esisteva, e se dopo il sisma ci sono state infiltrazioni lo si deve a scelte sbagliate"

L’AQUILA. È arrivata in anticipo rispetto al previsto la Commissione parlamentare Antimafia giunta stamani all’Aquila per approfondire la situazione sulle attività di prevenzione e repressione delle infiltrazioni mafiose nei lavori del post-terremoto, sia pubblici che privati, ed in generale per un’analisi della presenza delle mafie nel territorio anche alla luce dei recenti arresti di imprenditori ritenuti contigui al clan dei Casalesi. I componenti sono arrivati a bordo di un pulmino, la presidente Rosy Bindi con un’auto privata.

 «Il problema mafia prima all'Aquila non esisteva, e se dopo il sisma ci sono state infiltrazioni lo si deve a scelte sbagliate nella fase di emergenza e nella ricostruzione. È qui che si è aperta la strada ai vari clan». Così il presidente dell'Antimafia, Rosy Bindi, in un intervallo delle audizioni che la Commissione.  L'inchiesta che nelle scorse settimane ha visto coinvolti clan Casalesi nella gestione malavitosa della forza lavoro per la ricostruzione all'Aquila dimostra che «le mafie hanno una straordinaria capacità di capire il cuore del problema: oggi infatti specula sull' emergenza lavoro perchè sa che con il lavoro si acquisisce potere».


«Abbiamo constatato carenza di leggi: qui servono gli stessi strumenti di controllo per la ricostruzione privata che ci sono per la ricostruzione pubblica. So che il Governo ci sta già lavorando e mi auguro che il nostro lavoro serva per accelerare la questione». ha detto ancora la presidente della Commissione Antimafia. «C'è carenza per i controlli privati ma visto che si tratta di denaro pubblico bisogna stare attenti forse anche di più che per la ricostruzione pubblica».

«Il mio ruolo istituzionale dovrebbe impedirmi di dire cose politicamente scorrette. Ma ho anche un'appartenenza politica di cui vado fiera. Ma mi sembra evidente che tra gli errori post sisma c'è quello di aver disgregato il tessuto sociale degli aquilani con il Progetto Case», ha voluto puntualizzare il presidente della Commissione Antimafia Rosi Bindi a conclusione dei colloqui avuti oggi nella città del sisma. «Poi si parla di grande efficienza nell'emergenza ma tutte quelle deroghe alla Protezione civile, in barba ad ogni regola, poi hanno portato alle ben note inchieste. A L'Aquila tutti raccontano che tra le peggiori Case ci sono quelle realizzate dai costruttori amici degli Anemone. È stato un errore non ricostruire subito l'edilizia privata, questo ha prodotto una fuga dalla città e i cittadini non sono stati aiutati per rimanere», ha detto poi.

La scelta di venire all'Aquila ed effettuare le audizioni in città da parte della Commissione Antimafia, «presenza per la quale molto si è spesa la senatrice Pezzopane (Pd)», dimostrano, secondo Rosi Bindi, l'attenzione dell'attuale classe politica nei confronti della città. «Abbiamo fatto scelte diverse: di positivo ci fu che dopo il sisma del 6 aprile l'Aquila fu adottata da tutti. Ma di negativo ci fu che poi fu abbandonata dal Paese - ha detto la Bindi -. Ora invece siamo sulla retta strada, anche il Governo si è messo sulla buona strada. Ciò vuol dire che se per le nuove norme sulla ricostruzione privata il Governo vorrà chiedere una corsia preferenziale, il Parlamento credo sarà d'accordo. I tempi dipendono dal Governo stesso. Ma la nostra disponibilità c'è tutta anche perchè finora in Commissione Antimafia si registra grande armonia trasversale e tutte le decisioni sono state prese di comune accordo», ha concluso.

Sono stati auditi il procuratore distrettuale antimafia dell’Aquila Fausto Cardella ed il sostituto procuratore della Dna Diana De Martino. Nel pomeriggio i lavori riprenderanno alle 14.15 con l’audizione del sindaco dell’Aquila Massimo Cialente.

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