Sisma e coronavirus, il Comune aggiorna il piano di emergenza

30 Aprile 2020

Vademecum per spiegare ai cittadini come fronteggiare una forte scossa di terremoto in periodo di pandemia

L’AQUILA. Cosa succederebbe se in periodo di emergenza sanitaria come quello che stiamo vivendo ci dovesse essere una forte scossa di terremoto?
Nei giorni scorsi la giunta comunale ha approvato una delibera con la quale viene integrato il Piano di emergenza comunale «in relazione al rischio sanitario». Allegato alla delibera c’è anche un “vademecum” – che sarà diffuso e fatto conoscere ai cittadini – che contiene le indicazioni sul che fare in caso appunto di una forte scossa in “presenza” dei limiti agli spostamenti imposti dal coronavirus. Ecco i 9 punti del vademecum: «In questo periodo di distanziamento sociale», si legge al primo punto, «occupa parte del tuo tempo per consultare il Piano comunale di emergenza di protezione civile disponibile su una sezione dedicata sul sito istituzionale www.comune.laquila.it e scarica la app “Comunicare per proteggere Aq” dove puoi consultare agevolmente il Piano di emergenza e tenerti costantemente aggiornato con notizie ufficiali, certe e verificate».
C’è poi la preparazione di un kit di emergenza: la cosiddetta “safety-bag”. Questa deve contenere il necessario per almeno 48 ore: acqua, alimenti confezionati non deperibili, alimenti ed acqua anche per gli animali da affezione, indumenti e calzature adatti alla stagione, intimo di ricambio, kit di pronto soccorso, guanti, mascherine, gel igienizzanti, medicinali abituali e farmaci di uso occasionale (esempio antipiretici, antibiotici, fermenti), elenco dei numeri utili, torcia e radio a batterie (con batterie di scorta), copia dei documenti di identità e bancari, copia delle chiavi (casa, auto, camper, case secondarie), contanti, caricabatterie e alimentatori auto per il cellulare, antipioggia, coperte o teli termici, sacchi a pelo e materiali da campeggio. Conserva questo kit in un luogo facilmente raggiungibile all’interno dell’abitazione e i materiali più ingombranti ad esempio in macchina o in garage; fondamentale è che tutti i componenti del nucleo familiare abbiano a priori stabilito un punto di ritrovo comune dove ricongiungersi in caso di emergenza.
E ancora, il punto 3 ricorda che «durante la scossa è fondamentale mantenere la calma e trovare riparo da eventuali cadute di oggetti o detriti; ottimo riparo può essere costituito da tavoli, letti, vani delle porte».
Al punto 4 si afferma che «a seguito di una scossa di terremoto di notevole entità, valuta la possibilità di dover abbandonare l’abitazione (con esclusione delle abitazioni del Progetto Case e Map) al fine di raggiungere le aree di attesa individuate nel Piano di protezione civile comunale; prima di uscire, però, assicurati di aver disattivato gli impianti e non utilizzare l’ascensore».
Il vademecum descrive al punto 5 cosa fare all’arrivo nelle aree di attesa, ovvero, «mantenere innanzitutto la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. A seguire, viene consigliato «se non hai a disposizione una mascherina, copri naso e bocca utilizzando come barriera un tessuto, quale una sciarpa, per la tutela degli altri».
Infine al punto 7 si ricorda «nel caso fosse necessario pernottare in ambiente ristretto, o in auto, l’importanza adottare le precauzioni anzidette e un frequente ricambio dell’aria; mentre all’ottavo di «non toccare o rimuovere le protezioni facciali, finché non sia possibile distanziarsi o sostituirle». Infine, l’ultimo punto è dedicato a chi è in quarantena o positivo al tampone. «In quei casi esci di casa se questa presenta danni o equilibrio precario di arredi o suppellettili, attendi in zona adiacente l’abitazione l’arrivo del personale sanitario per il trasferimento in luogo sicuro; nel frattempo, mantieni la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e indossa le protezioni facciali per la tutela degli altri».
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