Sismografi per il monitoraggio delle faglie
Morrone e Maiella sorvegliati speciali, l’annuncio di Doglioni (Ingv ) a un convegno sulla prevenzione
SULMONA. Saranno installati sismografi e centrali Gps per tenere sotto controllo i movimenti delle faglie del Morrone e della Maiella. Lo ha annunciato, nel corso del convegno che si è tenuto ieri a Sulmona, il presidente dell’Ingv, Carlo Doglioni intervenendo insieme a Giuseppe Solaro dell’Irea Cnr sulla prevenzione sismica. «Il monitoraggio del rischio sismico deve essere multiparametrico, cioè deve considerare più elementi come le variazioni della faglia, la sismicità e ogni tipo di segnale che la terra ci dà. Per fare questo occorrono stazioni gps, sismografi, possibilmente anche rilevatori geochimici, per misurare le variazioni delle quantità di gas, delle profondità e dei cambiamenti chimici e delle temperature», ha proseguito Doglioni. «Utilizzeremo tutti i pozzi disponibili e faremo un apposito censimento di quelli che sono aperti e utilizzabili». Parlando poi della pericolosità delle faglie del Morrone e della Maiella il presidente dell’Ingv ha evidenziato che «più che le faglie, sono da monitorare i volumi della crosta terrestre, perché a volte si attiva una faglia e altre volte un’altra. L’energia, infatti, è provocata dai volumi e non dalle faglie, questa è una zona ad alta pericolosità sismica e in relazione anche alla grande vulnerabilità degli edifici e all’alta densità di presenza umana è chiaro che il rischio è molto alto. È una delle zone in cui la sorveglianza deve essere massima». Nel corso del convegno sono intervenuti anche l’assessore alle Aree interne Andrea Gerosolimo e il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale con delega alla protezione civile, Mario Mazzocca. Per Gerosolimo bisogna passare dalla fase emergenziale alla prevenzione intervenendo in tempo su edifici e monumenti, in modo da evitare che eventuali terremoti possano provocare tragedie e distruzioni. «Oggi il governo Renzi lancia una sfida importante, che è quella del progetto Casa Italia, con miliardi di euro stanziati per la tutela del patrimonio edilizio storico e artistico», ha detto Gerosolimo. «Sulmona e le aree interne devono farsi trovare pronti a questa sfida. È necessaria la radiografia di ogni singolo edificio del centro storico, per ricostruire la storia di ogni stabile e accertarne la vulnerabilità tramite una task force composta da professionisti del settore, per un lavoro finalizzato alla prevenzione di distruzioni e tragedie».(c.l.)
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