Sit-in a Pescara contro la chiusura del punto nascita

21 Aprile 2015

Prosegue la battaglia in difesa del reparto di Maternità I dati sul tavolo del commissario dell’Agenzia sanitaria

SULMONA. Sono già 35 le persone che hanno dato la loro adesione al sit-in di oggi a Pescara, durante la riunione del Comitato percorso nascite regionale. Il presidio civico territoriale prosegue la sua battaglia in difesa della maternità sulmonese e mette sotto esame anche il manager della Asl Giancarlo Silveri. «Il progetto di riorganizzazione del punto nascita fa acqua da tutte la parti», accusa Luigi La Civita, portavoce del presidio, «dal momento che la Regione non ha approvato ancora le linee guida della rete di emergenza, il manager ha dovuto far riferimento al piano della Liguria. Ma il semplice fatto che una mamma in emergenza debba affidarsi al pronto soccorso e quindi a un’ostetrica e a un medico generico la dice lunga sulla sicurezza che si sta sbandierando a più livelli». Secondo i promotori della protesta, al 24esimo giorno di occupazione dell’aula consiliare, sarebbero proprio i tagli lineari la causa del problema. «Ci si dice di diminuire i cesarei, ma con la necessità di spostarsi di molti chilometri si dovranno programmare i parti e quindi si andrà al contrario verso un loro aumento», interviene il consigliere Daniele Del Monaco, «al manager della Asl è stato proposto di realizzare la casa parto, che avrebbe reso più appetibile il reparto negli anni. Il messaggio che gli vogliamo lanciare è che controlleremo ogni atto che firmerà per capirne le motivazioni e le conseguenze». Le distanze chilometriche e le tempistiche di raggiungimento degli ospedali più vicini, ben al di sopra dei 20 minuti previsti dai protocolli nazionali, restano il tasto su cui insistere nella battaglia a tutela del reparto.

«Distanze che si triplicano in inverno», fa notare Mariella Iommi. Intanto le ragioni del territorio sono finite anche sul tavolo di Alfonso Mascitelli, ex consigliere regionale e ex senatore dell’Idv, nominato a dicembre commissario dell’Agenzia sanitaria regionale. «Gli abbiamo esposto i dati orografici», spiega Edoardo Facchini, presidente regionale del Tribunale per i diritti del malato, «e ci ha dato pienamente ragione. Ora la speranza è che possa agire di conseguenza, come abbiamo chiesto, sul presidente della Regione». Con Facchini hanno partecipato all’incontro l’avvocato del Tdm, Catia Puglielli, il segretario regionale di CittadinanzAttiva Aldo Cerulli e il ricercatore Aldo Ronci. Proprio quest’ultimo rinnova l’appello alla deroga per il punto nascita, sulla base «dei disastrosi dati orografici e demografici del territorio».

Federica Pantano

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