Sit in a sostegno delle donne iraniane

Rose rosse e le foto di Mahsa per sollecitare provvedimenti della comunità internazionale
L’AQUILA. “Donna, vita, libertà”. Scandendo queste parole e mostrando cartelli, rose rosse, bandiere iraniane e foto della 22enne curda Mahsa Amini, uccisa in Iran perché non portava il velo in modo corretto, decine di persone si sono ritrovate ieri sera in piazza Duomo per il sit in «The time has come - L’Aquila sostiene l’Iran». Stretti in cerchio, i manifestanti hanno ascoltato i diversi interventi nel corso dei quali sono stati ricordati i momenti terribili che stanno vivendo le donne in Iran, che vedono soffocata nella violenza la loro voglia di reagire. Giusi Pitari, la docente dell’Università dell’Aquila che una settimana fa, prima dell’inizio delle lezioni, aveva invitato gli studenti a partecipare alla protesta dei capelli, un piccolo simbolico taglio di una ciocca per testimoniare vicinanza alle donne iraniane, ha raccontato che «l’Università dell’Aquila ha dato asilo a persone siriane e ad altre provenienti dall’Ucraina. È importante che l’Università si muova, perché l’istruzione può aiutare a combattere le dittature. Ma a queste manifestazioni, bisogna dare concretezza, devono muoversi anche i governanti». A tal proposito ieri il consiglio comunale dell’Aquila ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, proposto dalla consigliera comunale del Pd Stefania Pezzopane e sottoscritto da tutti i gruppi consiliari, che invita a sollecitare il governo italiano «ad esprimere una forte condanna verso questi terribili fatti a danno di giovani donne inermi e a prendere una netta posizione di condanna degli assassini politici compiuti oggi e nel passato dal regime iraniano».
Inoltre, l’ordine del giorno invita il Governo a sollecitare la comunità internazionale «affinché vengano adottati provvedimenti urgenti per fermare l'uccisione di massa di giovani iraniane e iraniani. Solo nell’anno in corso sono state effettuate 414 esecuzioni capitali di cui 12 nei confronti di donne e 2 di minori». «Mi sono occupata della vicenda iraniana anche in Parlamento da coordinatrice del gruppo interparlamentare appositamente costituito per seguire le vicende», ha ricordato Pezzopane. «Ho partecipato ai raduni promossi dal Consiglio nazionale della Resistenza iraniana a Parigi e Tirana. Ho conosciuto donne forti, resistenti, mie sorelle. Purtroppo molte donne stanno pagando con la vita il loro coraggio».
Due sere fa, il pianista iraniano Ramin Bahrami, all'Aquila per un concerto con I Solisti aquilani, ha detto: «Vorrei dedicare questo concerto alla mia terra natale, flagellata da dei criminali, sperando che la Mesopotamia, culla della civiltà Indoeuropea, torni a essere maestra di libertà».
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