Sit-in degli studenti: basta tagli sulla scuola

26 Settembre 2020

La protesta inscenata davanti alla prefettura per chiedere edifici sicuri e una didattica più inclusiva

L’AQUILA. Una didattica più inclusiva, più investimenti sull’edilizia scolastica e stop all’alternanza scuola-lavoro. Sono alcune delle richieste degli studenti aquilani che, ieri pomeriggio, hanno dato vita a un presidio, promosso dalle associazioni Unione degli Studenti e Link-Studenti Indipendenti, davanti alla sede della prefettura. Un sit-in simile a quelli che si sono tenuti in molte altre città italiane, una sorta di prova generale della manifestazione nazionale che studenti e docenti terranno oggi a Roma a piazza del Popolo per chiedere una ripartenza in sicurezza e in presenza.
«In questi mesi» afferma Antonia Melaragni, studentessa del liceo classico Cotugno, «non è stata data priorità alla scuola. Durante la quarantena molti studenti sono stati esclusi dalle tutele del diritto allo studio, rimanendo senza connessione e senza device. I soldi stanziati durante l’estate si sono dimostrati insufficienti, siamo tornati in classe con pochissime certezze. È evidente che ora vengono al pettine tutti i nodi di anni di tagli e mancati finanziamenti, in particolare sull’edilizia scolastica. Lo vediamo bene qui all’Aquila, dove la ricostruzione delle scuole è ancora molto indietro. Quello che chiediamo è che la scuola diventi nuovamente centrale. Bisogna investire di più sull’edilizia scolastica, lavorando al contempo a una didattica più inclusiva e al superamento del modello dell’alternanza scuola-lavoro, che ha fallito creando tantissimi problemi». Al presidio di ieri era presente anche la Cgil, reduce da un duro confronto con il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi sulla mancata attivazione, da parte del Comune, del servizio di assistenza per gli studenti con fragilità.
«Non è possibile arrivare al giorno prima dell’inizio dell’anno scolastico per rendersi conto che c’è un problema legato al cambio d’appalto», dice Miriam Del Biondo, segretario provinciale della Flc-Cgil L’Aquila. «Ma queste cose accadono perché quello che manca è un disegno organico. Quando parliamo dei problemi relativi alla carenza di personale non ci riferiamo solo ai docenti o al personale Ata ma a tutto l’indotto che ruota intorno alla scuola, dai lavoratori delle mense, agli assistenti educativi, agli autisti degli scuolabus. Qui all’Aquila la scuola doveva essere il perno attorno al quale far ruotare tutta la ricostruzione». (r.c.)
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