Sit-in dei negazionisti del Covid

24 Settembre 2020

Il generale Pappalardo: «Partoriente obbligata al tampone»

AVEZZANO. Manifestazione del Movimento gilet arancioni (Mga) davanti all’ospedale di Avezzano in difesa di una donna marsicana che sostiene di essere stata costretta a sottoporsi al tampone per il coronavirus dal personale della struttura. Tutto ha inizio domenica scorsa. La donna, al nono mese di gravidanza, viene colta dalle doglie e si precipita in ospedale. La futura mamma rifiuta il tampone. Viene comunque accompagnata in reparto, ma prima di scendere in sala parto il personale ribadisce la necessità di eseguire il test, al quale si sottopone, riferendo poi al marito di essere stata messa alle strette. Lui, negazionista del Covid, non ci sta e si rivolge al movimento gilet arancioni per denunciare l’accaduto. Tutti senza mascherina, tra strette di mano, baci e abbracci, una ventina di militanti si sono ritrovati davanti all’ingresso dell’ospedale capitanati dal generale Antonio Pappalardo. «Siamo qui per un fatto increscioso», esordisce Pappalardo, «il personale della struttura ha imposto un trattamento sanitario a un’iscritta al movimento in violazione dell’articolo 32 della Costituzione. La dottoressa in questione ha commesso vari reati calpestando il consenso della donna e abusando di potere. Il test ha dato esito negativo. Presenteremo una denuncia alle forze dell’ordine (al momento non depositata, ndc) per chiedere i danni civili». Era presente anche Aurelio Vittorii, coordinatore nazionale Mga. (f.d.m.)