Sit-in della solidarietà per l’operaio denunciato

8 Marzo 2017

I colleghi della Santa Croce manifestano davanti agli uffici della Procura È accusato di avere ostacolato i carabinieri: «Chiedevamo solo i nostri stipendi»

AVEZZANO. Due ore di interrogatorio all’interno della Procura di Avezzano, mentre fuori a sostenerlo gli ex lavoratori della Santa Croce che hanno dato vita a un sit-in di solidarietà al loro collega. Ieri mattina, in via Corradini, è stata scritta l’ultima, triste pagina della vicenda riguardante lo stabilimento dell’acqua. La protesta pacifica degli ex lavoratori a sostegno del collega indagato ha evidenziato una palese frattura tra il mondo del lavoro e le istituzioni pubbliche. Il consigliere comunale di Canistro, Antonello Moscatelli, raggiunto da un avviso di garanzia per aver protestato davanti ai cancelli dello stabilimento di Canistro, dove fino a pochi mesi fa lavorava, è stato ascoltato per quasi due ore dai carabinieri della polizia giudiziaria. È infatti iscritto nel registro degli indagati con un’ipotesi di reato per resistenza a pubblico ufficiale perché avrebbe fermato, insieme ad altri, una macchina. Pensava che all’interno ci fosse l’imprenditore molisano Camillo Colella, proprietario della Santa Croce. Nell’abitacolo c’era invece un carabiniere in borghese. Ieri il consigliere comunale è stato accompagnato dal suo legale, Renzo Lancia.

Fuori i lavoratori, a cui è stato vietato di protestare vicino all’ingresso della Procura, hanno voluto esprimere sostegno al collega, spostandosi a qualche decina di metri dagli uffici. Sul posto anche il sindaco di Canistro, Angelo Di Paolo. Dopo quasi due ore di interrogatorio, il lavoratore è uscito dalla Procura tra gli applausi dei manifestanti. «Spero di aver chiarito la mia posizione», ha detto Moscatelli, «ho spiegato tutto nel dettaglio». Il suo legale ha sottolineato che «Moscatelli ha ricostruito la vicenda ricordando che questo carabiniere era in borghese all’interno dell’auto dove doveva trovarsi Colella».

«Abbiamo deciso di scendere in piazza in segno di solidarietà nei confronti del collega denunciato», spiega Maurizio Bisegna, della Rsu, «questa ci sembra una vicenda paradossale. Abbiamo sempre avuto il massimo rispetto delle autorità e chiediamo semplicemente quello che è un nostro diritto, cioè lo stipendio. E se chiedere un proprio diritto significa essere denunciati, allora non sappiamo più a chi rivolgerci. Lo Stato dovrebbe tutelarci, difenderci in questa battaglia e non metterci dalla parte dei colpevoli. Non siamo certo noi che non abbiamo avuto rispetto delle autorità e delle forze dell’ordine».

«Si tratta di un grosso equivoco», ha affermato il sindaco Di Paolo, «in tutte le manifestazioni di questi mesi gli operai hanno agito sempre nel rispetto della legalità. L’equivoco è stato dovuto al fatto che il carabiniere era nell’auto di Colella in abiti civili e non credo che il consigliere Moscatelli avesse motivo di fare resistenza. Voleva, come gli altri, parlare con Colella per chiedere un diritto, cioè lo stipendio».

Sulla vertenza, il primo cittadino auspica una veloce risoluzione. «La commissione regionale», ha aggiunto, «dovrà definire tutto entro pochi giorni e speriamo che giovedì sia l’ultima riunione per arrivare a un quadro più chiaro della situazione, in modo da chiudere questa querelle tra istituzioni, azienda e lavoratori».

«Con questa protesta», ha spiegato l’assessore di Canistro, Ugo Buffone, «abbiamo voluto dimostrare affetto a un nostro compaesano per una vicenda che a noi sembra esagerata».

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