Slittano i lavori di restauro alla scuola “Masciangioli”

L’apertura del cantiere rinviata a settembre a causa in un intoppo burocratico Sono previste strutture prefabbricate in vista dell’avvio dell’anno scolastico
SULMONA. Slitta l’avvio dei lavori alla “Masciangioli”. La scuola elementare di viale Mazzini avrebbe dovuto ospitare il cantiere da metà luglio e invece tutto è ancora fermo. Un errore nella gara della direzione lavori avrebbe rallentato ogni cosa. Ora si punta a far partire i lavori da settembre. «Dopo aver individuato i contraenti della gara», premette l’assessore ai Lavori pubblici Mario Sinibaldi, «e aver fatto partire gli inviti sul bando della direzione lavori, l’iter dovrebbe ripartire». Sei mesi saranno necessari per gli interventi sulla scuola Masciangioli, una di quelle messe peggio in città, per cui il Comune ha già affidato i lavori per 2 milioni e 700mila euro, più altri 30mila euro necessari per gli adempimenti tecnici, il trasloco e le opere di urbanizzazione. Già a fine dicembre era arrivata una prima proroga dell’accordo tra Comune e diocesi per le lezioni negli oratori e locali parrocchiali, che sono andate avanti fino alla fine dell’anno. Strutture prefabbricate da allestire alla caserma Battisti, invece, dovrebbero ospitare gli studenti all’inizio della scuola a settembre, in contemporanea con l’avvio dei lavori. Per le strutture prefabbricate dedicate all’Istituto Masciangioli il Comune ha previsto una spesa di 200mila euro, più 15mila per le opere di urbanizzazione, 150mila dei quali arrivano dall’Ufficio speciale per la ricostruzione di Fossa e il resto dal bilancio comunale. Una scelta caldeggiata anche dal comitato genitori che da settembre chiede scuole sicure per i propri figli. «Per i moduli non dovrebbero esserci intoppi e potrebbero arrivare il primo settembre», aggiunge l’assessore all’Istruzione Paolo Santarelli. La decisione è arrivata in seguito al fatto che le strutture prefabbricate a uso scolastico saranno a disposizione solo per nove mesi e dunque si è voluto evitare di tenerle “parcheggiate” per i tre mesi di chiusura estiva. L’arrivo dei Musp era stato sollecitato dal comitato genitori subito dopo l’inizio dell’anno scolastico in seguito al terremoto di agosto. Richiesta poi rinnovata dopo le successive scosse sismiche di ottobre. La richiesta poggia sul fatto che solo tre istituti scolastici cittadini sugli oltre 15 presenti in città sono a norma antisismica. Il progetto rientra nell’operazione Scuole sicure, per cui sono in cassa 16 milioni per gli istituti scolastici cittadini, che aspettano di essere spesi.
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