Smaltimenti illeciti, multe per 32.500 euro

Cinque imprenditori marsicani nei guai. L’accusa: scaricavano materiali degli scavi nei cantieri edili
AVEZZANO. Smaltiscono i materiali degli scavi nei cantieri edili in violazione delle norme di tutela ambientale: cinque imprenditori sanzionati per complessivi 32mila 500 euro dagli agenti del reparto polizia ambientale, edilizia e patrimonio guidati dal capitano Adriano Fedele, vice comandante della polizia locale. Il mancato rispetto delle procedure accertato dagli agenti del 3° reparto nel corso dei controlli mirati sui cantieri di piccole, medie e grandi dimensione e sugli automezzi di trasporto, con la supervisione del comandante Luca Montanari, è costato 6.500 euro di sanzione a testa, con l’invito a effettuare tutte le operazioni di legge, ovvero la caratterizzazione del materiale di scavo dei cantieri, “bypassata” in prima battuta, nonché del sito di destinazione per verificare la compatibilità. Anche per evitare guai peggiori: il pagamento delle pesanti multe e l’effettuazione dei controlli sui materiali nei tempi fissati dalla polizia locale, infatti, eviteranno agli imprenditori di finire in tribunale con l’accusa di smaltimento dei rifiuti senza l’autorizzazione. Tre dei titolari delle imprese pizzicati nei primi controlli degli agenti hanno già pagato la multa e avviato le procedure di legge mirate a razionalizzare la gestione delle terre e rocce da scavo – qualificate come sottoprodotti – provenienti dai cantieri edili. Strada che dovranno imboccare anche gli altri due colleghi per evitare il procedimento penale. Globalmente nelle casse del Comune affluiranno 32.500 euro. L’azione di controllo della polizia locale, che ha trovato anche cantieri in regola, comunque, è soltanto alle battute iniziali per contrastare un fenomeno che produce un “indebito arricchimento” agli imprenditori irrispettosi delle regole e un potenziare rischio di inquinamento del territorio. Il materiale di scavo dei cantieri, classificato come sottoprodotto, infatti, va smaltito seguendo due procedure: se le quantità di terre e rocce prodotte sono superiori a 6mila metri cubi (calcolati dalle sezioni di progetto), un cantiere viene considerato di grandi dimensioni e prevede la presentazione del piano di utilizzo; se invece sono inferiori basta una semplice dichiarazione. In un caso e nell’altro, però, gli imprenditori sono obbligati a comunicare l’avvio dei lavori al Comune e all’Arta almeno 15 giorni prima.
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