Smantellata centrale di spaccio, tre arresti

Sequestrati dosi, soldi e telefonini usati per i contatti con i clienti: al vaglio della polizia decine di acquirenti della droga
L’AQUILA . Droga, soldi e sei telefoni cellulari. È il materiale sequestrato dalla squadra mobile della questura nel blitz che ha smantellato una centrale di spaccio in città e fatto scattare tre arresti. Proprio negli smartphone, che saranno esaminati nel prosieguo delle indagini, si nasconde una delle chiavi di volta dell’operazione condotta dagli agenti guidati da Danilo Di Laura. Il controllo su messaggi e chiamate permetterà di quantificare il volume d’affari gestito dalla banda di giovanissimi pusher, un 17enne e due 19enni, T.Z. e B.R., di origini albanesi. Sotto la lente degli investigatori finirà, però, anche il giro di consumatori di cocaina. Per decine e forse più di acquirenti si aprirà dunque una fase delicata che potrebbe svelare anche le inclinazioni di cosiddetti insospettabili. Gli investigatori erano da tempo sulle tracce della banda. Nella gestione della centrale di spaccio i due arrestati maggiorenni, in particolare, facevano ricorso all’aiuto di connazionali di minore età per utilizzarli nelle consegne delle dosi come veri e proprio pusher. L’attività della Mobile ha permesso di individuare, in una via a ridosso del centro, l’appartamento utilizzato come base di smistamento della droga e di ricostruire le modalità con cui la cocaina veniva recapitata agli acquirenti. I giovanissimi venditori al dettaglio più volte al giorno si rifornivano di dosi, andando a prelevarle nell’appartamento che fungeva da centrale, per poi spostarsi in un vicino parcheggio, utilizzato come luogo di incontro con clienti occasionali. Il blitz dei poliziotti è scattato proprio con l’identificazione di alcuni degli acquirenti e il fermo di uno degli spacciatori che, bloccato dopo un tentativo di fuga, è stato trovato in possesso di 22 dosi. Contemporaneamente altri agenti hanno fatto irruzione nell’appartamento utilizzato come base e all’interno del quale hanno trovato gli altri due albanesi arrestati al termine di una breve colluttazione. Nel corso della perquisizione sono state trovate bustine per il confezionamento delle dosi, bilancini di precisione e circa 5mila euro, provento dell’illegale attività. Il minorenne è stato portato nel centro di prima accoglienza, gli altri due arrestati sono finiti in carcere a Lanciano. (g.d.m.)
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