Snam, D’Alfonso chiede il rinvio del vertice

25 Ottobre 2017

Il governatore giustifica la richiesta per la concomitanza dell’incontro a Teramo con la De Micheli

SULMONA. Una concomitanza di appuntamenti istituzionali spinge il governatore Luciano D’Alfonso a chiedere il rinvio dell’incontro di domani a Roma sul metanodotto della Snam. Con una lettera ad Annalisa Cipollone, Capo dipartimento per il coordinamento amministrativo della Presidenza del consiglio dei ministri, D’Alfonso spiega le motivazioni della richiesta. «Il tema della costruzione del metanodotto Sulmona-Foligno è per il governo regionale e per l’opinione pubblica della mia regione di stringente attualità in ragione della previsione progettuale del tracciato della condotta stessa, laddove esso si sviluppa in aree naturalistiche di pregio – ossia all’interno di più parchi nazionali – nonché a motivo di faglie sismiche attive che pure “intercetta” lungo l’intera dorsale appenninica», scrive. «Data l’importanza della materia da trattare ritengo non potermi sottrarre alla discussione, ancor di più perché si è chiamati a una posizione vincolante». Nello stesso giorno e alla stessa ora, cioè alle 11 di domani, è prevista la visita istituzionale del commissario straordinario della Ricostruzione post sisma, Paola De Micheli a Teramo. «Il neo commissario coordinerà, assieme ai sindaci colpiti dagli eventi sismici del 2016-2017, dall’Ufficio speciale per la ricostruzione di Teramo, strategici programmi di interventi», riprende D’Alfonso. «È di tutta evidenza che la presenza della mia persona giuridica non può non essere garantita». Restando sempre in tema sismico, poi, sarebbe stato sottostimato quello connesso al metanodotto Snam. A ribadirlo è il Gruppo di intervento giuridico onlus Mountain wilderness-Umbria,l Comitato interregionale No tubo e Wwf-Umbria che ha inoltrato il 22 ottobre scorso un’istanza, accompagnata da una perizia tecnica redatta dal geologo Francesco Aucone. «Dalla relazione tecnica consegue che il rischio sismico è stato fortemente sottovalutato», afferma la onlus. «per cui la valutazione dovrà essere rivista alla luce delle nuove normative tecniche. La “grande opera”, d’interesse privato ma finanziata con soldi pubblici, potrebbe provocare – per il suo folle tracciato – un disastro ambientale ed economico-sociale». Sul metanodotto interviene anche il gruppo consiliare di minoranza “Pratola Insieme”. E lo fa polemizzando con il sindaco Antonella Di Nino «ora contraria all’opera», afferma il gruppo, «mentre nel 2012 in un verbale del ministero dello Sviluppo economico, quando era vicepresidente della Provincia, si mostrò accondiscendente al progetto, dichiarando che “gli uffici tecnici si erano dichiarati per la non contrarietà”». (f.p.)
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