Snam, i comitati contro l’avvio dei lavori

16 Febbraio 2023

I cittadini: «Dal 1° marzo possibile solo la bonifica». Di Girolamo (M5S): «Serve chiarezza sul progetto»

SULMONA. La Snam ha annunciato per il prossimo primo marzo l’inizio dei lavori di realizzazione della centrale di compressione di Sulmona ma secondo i Comitati cittadini per l’ambiente e il Coordinamento No Hub del Gas si tratta di una «comunicazione frettolosa» e «priva di fondamento». I cittadini che si battono contro il progetto sottolineano come «una delle prescrizioni più importanti del decreto V.i.a. del 2011, al quale sono subordinati i lavori, è quella relativa ai sondaggi archeologici. Le attività che a partire dal primo marzo la Snam potrà svolgere nel sito di Case Pente riguardano esclusivamente i sondaggi archeologici e la bonifica bellica. Pertanto», aggiungono, «qualunque altra attività che fosse configurabile come “inizio lavori” sarebbe una palese violazione di quanto sancito dal decreto. Del resto», concludono, «è proprio la Snam ad aver stabilito, nella relazione integrativa sottoposta a consultazione pubblica, che i lavori della centrale di compressione avranno inizio il primo luglio 2024 e termineranno il 19 dicembre 2027». I comitati hanno indetto un’assemblea pubblica sabato 18 febbraio alle 16 nell’aula consiliare del Comune di Sulmona. Iniziativa promossa anche da Gabriella Di Girolamo, senatrice del M5s: «È opportuno fare chiarezza sulla realizzazione del metanodotto e della centrale di spinta che Snam si appresta a realizzare su un territorio che ha sempre contestato con motivazioni valide e mai sconfessate né da Snam né dagli organi di governo. Il premier Meloni ormai in più occasioni ha dichiarato l’intenzione di voler fare dell’Italia un Hub del gas, chiarendo che di fatto non ci sia alcun legame tra il conflitto ucraino e la necessità di implementare la rete dei gasdotti in Italia per garantire l’approvvigionamento energetico. Si tratta», aggiunge Di Girolamo, «di una scelta politica e l’evidenza è palesemente dettata da interessi economici di parte e non di certo da una carenza energetica». «Mentre il pianeta ci ricorda che la transizione ecologica non può essere una scelta», conclude la senatrice, «il governo Meloni visualizza lo sviluppo del nostro Paese utilizzando strumenti preistorici». (l.p.)
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