Snam, partono i lavori nel sito di Case Pente

28 Gennaio 2023

Annunciato al Comune l’avvio di saggi che preparano la realizzazione della centrale di compressione

SULMONA. La Snam rompe gli indugi e annuncia il prossimo avvio dei lavori nel sito di Case Pente dove dovrebbe sorgere la centrale di compressione a servizio del metanodotto Brindisi-Minerbio. La comunicazione della Snam è arrivata ieri sul tavolo del sindaco Gianfranco Di Piero e dell’assessore Catia Di Nisio creando qualche comprensibile malumore. Anche se da palazzo San Francesco si tenta di minimizzare sostenendo che non si tratta di lavori che riguardano la costruzione della “turbogas” ma di interventi propedeutici all’avvio vero e proprio della centrale di compressione. «Si, la Snam ci ha comunicato che il primo marzo partiranno i lavori per la ricerca di ordigni bellici che è un atto dovuto, e i saggi archeologici», spiega Catia Di Nisio. «Si tratta di due azioni che normalmente si fanno perché se vengono recuperati ordigni bellici si dovrà andare in bonifica e se, invece, verranno scoperti rinvenimenti archeologici bisognerà interfacciarsi con la Soprintendenza per fare le necessarie valutazioni». Secondo l’assessore all’ambiente la Snam dovrebbe avviare anche un altro controllo in riferimento alle trincee paleo-sismiche per l’intercettazione di eventuali faglie attive. A dire il vero anche gli ambientalisti avevano richiesto i sondaggi archeologici nella zona di Case Pente, perché alcune testimonianze parlano dell’esistenza in quei luoghi, di una domus romana di tipo agricola. E dopo aver messo in campo le cosiddette metodologie indirette, avvalendosi della geofisica, era emersa la presenza di un muro. Ora la Snam dovrà fare uno scavo vero e proprio con l’assistenza di un archeologo e fare una valutazione su eventuali ritrovamenti. «Questa comunicazione era nell’aria perché la Snam aveva già ottenuto le autorizzazioni per la realizzazione della centrale di compressione che, bisogna ricordare, è stata scissa da quella del metanodotto», precisa Di Nisio. «Autorizzazioni che scadevano a marzo. E centrale di compressione e metanodotto, andranno per vie separate». A questo punto, l'unica via che il Comune può percorrere è quella della richiesta preventiva degli indennizzi che potrebbero aiutare a rendere la pillola meno amara. (c.l.)
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