Soldi persi nel sisma incamerati dal Comune

I 13mila euro in contanti mai rivendicati dal 2009 a oggi fanno ora parte del patrimonio dell’ente
L’AQUILA. Nei mesi del dopo-sisma, tra le macerie, sono stati trovati migliaia di oggetti d’uso quotidiano, foto, libri, documenti. Qualche anno fa i vigili urbani li raccolsero e li misero in mostra in luoghi pubblici invitando i cittadini a esaminarli e nel caso _ dopo accurate verifiche _ riprenderseli. Ma in pochi sanno che fra sassi, cemento, ferro, legname, polvere furono trovati anche soldi in contanti.
Il denaro che nessuno dal 2009 ha rivendicato o che non è stato possibile attribuire con certezza è oggi entrato a pieno titolo nel patrimonio comunale. Non è una gran cifra – almeno per le casse dell’ente – si tratta infatti di circa 13.000 euro ma è un ulteriore tassello – simbolico – che si aggiunge alle tante storie di morte e devastazione di quella terribile notte.
La vicenda è raccontata in un atto burocratico, la determina dirigenziale 1795 del 13 giugno, che recita testualmente. “A seguito del noto evento sismico dell’aprile 2009, sono stati rinvenuti numerosi oggetti smarriti, tra i quali anche denaro contante, che sono stati assunti in custodia dal Comando Polizia Municipale, il quale ha anche provveduto all’espletamento delle procedure previste dalla normativa applicabile in materia”. Si tratta in dettaglio di 12.368, 67 euro e di 500 dollari. “Le banconote in euro sono state depositate” è scritto nel documento “in Banca d’Italia il 4 giugno 2018 come da distinta e dichiarazione di manleva in atti, al fine di permettere all’Istituto la verifica in dettaglio delle banconote ed effettuare il successivo bonifico per il controvalore riconosciuto; per i 500 dollari si è provveduto a effettuare il cambio con contestuale riversamento in tesoreria Banca Bper in data 4 giugno per l’importo di euro 414,86”. La cifra totale è quindi di 12.783,53 euro che sono finiti nel capitolo “Introiti e rimborsi diversi” del Bilancio di previsione 2018/2020, annualità 2018”. Probabile che chi ha perso quei soldi non li ha mai cercati o rivendicati perché quella notte non ce l’ha fatta.
Il Comune potrebbe ora utilizzarli per qualche iniziativa o magari farli confluire nei fondi che servono per realizzare il parco della memoria. Non servirebbero a realizzarlo, però dal punto di vista simbolico sarebbe un bel gesto. Ma inutile illudersi. Alla fine è probabile che serviranno a pagare qualche cena di rappresentanza.
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