«Sono da annullare i confini sul Gran Sasso delle aree protette»

10 Febbraio 2019

Scarcia (Usi civici Assergi): la Regione non ha trasmesso gli atti giusti al ministero, così si blocca lo sviluppo

L’AQUILA. «I confini delle aree protette sul Gran Sasso sono da annullare». A premere sull’acceleratore, su una vicenda che fa discutere da tempo, è l’Asbuc di Assergi, che ha inviato alla Regione un’istanza di intervento in autotutela per l’annullamento dei Sic, i Siti di interesse comunitario, e delle Zps, le Zone di protezione speciale, che insistono sul territorio del Parco Gran Sasso Laga, in aree antropizzate, bloccando, di fatto, le opere già programmate per il potenziamento della stazione sciistica di Campo Imperatore.
Nell’istanza si chiede «l’annullamento o in alternativa il riconoscimento di nullità e inefficacia di Sic e Zps», in quanto ci sarebbero irregolarità nelle procedure con cui sono stati istituiti. Dopo le oltre 11mila firme raccolte dalle associazioni #SaveGranSasso e Progetto Montagna, arriva una presa di posizione forte anche da parte del presidente dell'Amministrazione separata dei beni di uso civico, Luca Scarcia, annunciata durante l’ultimo tavolo regionale dedicato alla problematica e concretizzata con l’invio della richiesta al presidente vicario Giovanni Lolli, prima della scadenza del mandato. «Questa accelerazione», dichiara il presidente Scarcia, «è stata decisa dalla nostra Asbuc, rimasta l’unica a difendere i diritti dei naturali del nostro territorio e le giuste aspirazioni della città dell’Aquila, in conseguenza dell’inerzia e il comportamento a dir poco ostruzionistico dell’ente gestore dei siti Natura 2000. L’azione è stata concordata e messa in campo con la collaborazione delle associazioni SaveGranSasso e Progetto Montagna, divenute supporto indispensabile per le questioni riguardanti il nostro territorio e divenute, nei trascorsi quattro anni di attività, fonti appropriate di documentazione riguardante le Direttive della Rete Natura 2000».
Scarcia spiega che in seguito a una richiesta di accesso a documenti amministrativi della Regione, partita proprio dalle due associazioni, «si è scoperto qualcosa di poco chiaro nella pubblicazione e nella trasmissione al ministero dell’Ambiente dei Sic e delle Zps riguardanti il Gran Sasso. La questione è stata oggetto anche di un ricorso al Difensore civico regionale, il cui esito ha confermato i dubbi dell’associazione SaveGranSasso e dell’Asbuc di Assergi sulla regolarità della procedura di pubblicazione degli atti regionali». Ora la Regione ha 30 giorni di tempo per rispondere all’istanza, altrimenti scatterà anche il ricorso al Tar. «L’Asbuc di Assergi ha cercato in tutti i modi di evitare questa soluzione», sottolinea Scarcia, «ma non c’è stato nulla da fare e, d'altronde, non c’è più tempo da perdere per salvare il nostro territorio dal completo abbandono. Si spera solamente che l’amministrazione comunale decida finalmente di aderire alla nostra azione, visto che la giunta ha approvato lo scorso 20 settembre la petizione sulla revisione dei confini Sic e Zps e il sindaco Pierluigi Biondi ha firmato la Carta del Gran Sasso nella campagna elettorale, culminata con la sua elezione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA