Sono in quarantena 2.800 aquilani E per lo screening arriva l’esercito

L’operazione verrà messa a punto per la popolazione studentesca in vista del ritorno in classe Saturo il reparto di Malattie infettive. Poste Italiane consegna all’Asl altre 3.700 dosi di Moderna
L’AQUILA. La quarta ondata si fa sentire, ma negli ultimi giorni i casi sono in calo rispetto al resto della regione. Secondo i dati Asl, in isolamento domiciliare, cioè positive con sintomi lievi, ci sono 1.562 persone nell’Aquilano, mentre 2.827 quelle in quarantena. Ieri in provincia 194 nuovi contagi. «Abbiamo avuto la curva in netto rialzo nelle scorse settimane», spiega il responsabile Asl di Igiene, Epidemiologia e Sanità Enrico Giansante, «ma ora qui, grazie anche al clima freddo ma secco, stiamo assistendo a un’inversione di tendenza, rispetto alle altre province abruzzesi». È saturo il reparto di Malattie infettive e oggi all’ospedale dovrebbero partire i trattamenti col Molnupiravir, farmaco antivirale da somministrare nella fase precoce della malattia, tra i 3 e i 5 giorni dall’infezione, per bloccare la replicazione virale. Intanto, in un editoriale pubblicato sul periodico “La Perdonanza” (edizioni Celestiniane) padre Quirino Salomone parla di «falsa pandemia» e «satanico progetto di depopolazione del pianeta».
SCREENING SCUOLE
Si sta pianificando lo screening sulla popolazione scolastica prima del rientro del 10 gennaio, che in base alle indicazioni della Regione dev’essere organizzato dalle Asl: molti piccoli comuni faranno da soli, mentre all’Aquila dovrebbe scendere in campo l’Esercito. Si valutano come sedi sia Monticchio sia Preturo, mentre la struttura di Collemaggio resterà operativa per i tamponi ordinari. Domani al San Salvatore arriveranno, consegnate da Poste, 3.700 dosi di Moderna.
GIANSANTE
«Da quando sono entrate in vigore le nuove disposizioni ministeriali», sottolinea Giansante, «molte persone si sono “liberate” dall’isolamento fiduciario: niente quarantena da contatto con positivo per i soggetti asintomatici che abbiano ricevuto la dose booster, o abbiano completato il ciclo vaccinale primario nei 120 giorni precedenti, o siano guariti dall’infezione nei 120 giorni precedenti, con obbligo di indossare mascherine ffp2 per almeno 10 giorni. Il periodo di autosorveglianza termina al quinto giorno. Se compaiono i sintomi si fa il tampone. La difficoltà delle Asl», aggiunge Giansante, «è gestire le tante positività che emergono dai tamponi antigenici, visto che non necessitano più di conferma col molecolare. La variante Omicron è molto più contagiosa, ma rispetto a un anno fa si fanno molti più test giornalieri e per questo vengono fuori più casi che prima rimanevano sommersi».
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