«Sono malato», lei si impietosisce e gli regala soldi: truffa da 100mila euro

Una 65enne è caduta nella trappola di un uomo che si era detto alle prese con una diagnosi infausta
SULMONA. Per circa un anno avrebbe consegnato denaro a un uomo conosciuto per strada, convinta di trovarsi davanti a una persona in grave difficoltà e affetta da una malattia oncologica. Una storia che, secondo quanto emerso finora, si sarebbe rivelata una truffa da circa 100mila euro ai danni di una donna straniera di 65 anni. La vicenda è emersa dopo che alcuni familiari della donna hanno notato movimenti anomali sul suo conto corrente. Non senza difficoltà, i parenti sono riusciti a convincerla a rivolgersi alla polizia e a raccontare quanto accaduto. Secondo la ricostruzione al vaglio degli investigatori, l’uomo avrebbe conquistato progressivamente la fiducia della 65enne presentandosi come una persona bisognosa di aiuto e raccontando di essere malata. I due avrebbero quindi approfondito la conoscenza fino a scambiarsi il contatto telefonico.
Il truffatore utilizzava l’app di Signal per contattare la 65enne. La donna, spinta dalla volontà di aiutarlo, gli avrebbe quindi consegnato somme di denaro nel corso dei mesi, fino ad arrivare a una cifra complessiva che si aggirerebbe intorno ai centomila euro. Sulla vicenda sono ora in corso gli accertamenti della Squadra anticrimine del Commissariato di Sulmona, chiamata a ricostruire i rapporti tra la donna e il presunto truffatore, verificare i movimenti finanziari e accertare l’eventuale esistenza di altre persone coinvolte. Quello del falso bisognoso è uno dei meccanismi attraverso cui i truffatori fanno leva sulla sensibilità delle vittime. Il copione può prevedere la simulazione di una grave difficoltà economica, di un problema familiare o di una malattia per ottenere denaro.
In altri casi la stessa tecnica viene utilizzata come diversivo. Il malintenzionato può simulare un malore, una caduta o una situazione di emergenza per attirare l'attenzione della vittima. Mentre quest'ultima è impegnata a prestare soccorso, un eventuale complice può approfittarne per sottrarre borsa, portafogli o altri effetti personali. È una modalità di raggiro particolarmente insidiosa perché sfrutta un comportamento positivo: la disponibilità ad aiutare chi appare in difficoltà.
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