Sono state 35 le attività aperte nel 2016 Arrancano anche bar, pizzerie e ristoranti
In appena un anno si sono ridotte di più di un terzo le nuove aperture di negozi, pubblici esercizi e locali. Il dato emerge dal bilancio annuale del commercio cittadino, stilato dall’ufficio...
In appena un anno si sono ridotte di più di un terzo le nuove aperture di negozi, pubblici esercizi e locali. Il dato emerge dal bilancio annuale del commercio cittadino, stilato dall’ufficio Attività produttive, che resta ancora in attesa delle certificazioni delle chiusure avvenute entro fine anno. Le cessazioni comunque sono state finora 11, contro le 29 del 2015, ma bisogna attendere la fine del mese per l’ufficialità del dato. Le aperture nel 2016 sono state 35, di cui 18 nuove e 17 subingressi per il commercio al dettaglio, con 6 chiusure. Per i bar, i ristoranti e le pizzerie, invece, il movimento è stato davvero scarso, con solo 3 passaggi di gestione da altrettanti locali già aperti, a differenza delle ben 13 aperture del 2015, di cui sette nuove e sei subingressi. Un calo vertiginoso che segna un nuovo livello della recessione commerciale, dove il settore, negli ultimi anni, aveva rappresentato l’ultimo baluardo dell’occupazione per chi aveva perso il lavoro e faticava ad andare avanti tra cassa integrazione e mobilità. Ora, invece, la crisi sembra dettare l’urgenza di ripensare il settore terziario cittadino, con aperture e orari che vanno calibrati sulle esigenze ormai mutate della clientela e sulla concorrenza sfrenata dei centri commerciali che non conoscono ferie o giorni di riposo.

