«Sono viva grazie all’Unità di cardiologia»

12 Agosto 2018

Buona sanità, paziente di Celano elogia la professionalità e l’umanità all’ospedale di Avezzano

CELANO. Deve la vita alla professionalità del personale dell’ospedale di Avezzano. Motivo che ha spinto Ilvia Luccitti Ricci, di Celano, a scrivere una lettere di ringraziamenti: «Non è possibile far passare sotto silenzio l’indescrivibile notte di domenica 20 maggio 2018 trascorsa nel reparto di Unità operativa di cardiologia dell’ospedale di Avezzano, di cui era direttore Raniero Di Giovambattista (in pensione da luglio, ndr). Una notte di sinergia della professionalità, delle competenze e, soprattutto, della concorde sollecitudine di azione da parte di ogni operatore coinvolto. Lascio ricostruire l’evento ai miei parenti più cari, a loro che lo hanno vissuto da fuori e sono stati vicini a me con amore e, soprattutto, con indicibile trepidazione. A me le doverose espressioni di sincera gratitudine: prima di tutto a mio marito che, individuata la natura del malessere, immediatamente mi convinse ad andare al pronto soccorso la sera di venerdì 18 maggio. Seguirono i solleciti accertamenti, il ricovero, i dovuti controlli con il monitoraggio nell’unità della terapia intensiva. Per quanto ne seguì, improvvisamente, con palese, indiscussa gravità, la sera della domenica 20 maggio, se oggi sono qui a raccontarmi, il caloroso ringraziamento deve andare a tutto lo staff dell’Utic di Avezzano per la professionalità dimostrata nel trattamento del mio serio problema cardiaco: un violento infarto del miocardio con nessun’altra alternativa in vista se non l’immediato e rischiosissimo intervento. Ecco, dunque: un grazie sentito alla dottoressa Benedetta Volpe e al cardiochirurgo Lazzaro Paraggio, un plauso sincero all’eccellente sua professionalità, alla sua squisita umanità, al suo esempio di umiltà e di fede. Un grazie all’équipe operativa, al dottor Valentini e a tutti gli infermieri, nessuno escluso, per il servizio concorde, paziente, premuroso nei momenti e nei giorni del post-operatorio. Il clima di serenità che si respira nel reparto tra gli operatori è una serenità che si trasmette, direi, come per osmosi, ai pazienti. Questo è il clima che fa bene ai malati e che ci auguriamo ci sia in ogni reparto di qualunque ospedale. Nella situazione di una sanità nazionale e regionale, che lascia parlare e discutere, disattesa nelle risposte in varie parti, e lo sappiamo bene, fa pur bene sottolineare il bene! Quando c’è va evidenziato e incoraggiato. Non solo: perché non potenziare un reparto salvavita con tutti i mezzi e le strumentazioni che oggi il progresso in campo medico-scientifico offre? Con riferimento specifico alla Marsica, perché non riflettere sui tanti disagi che stanno creando determinati tagli alla sanità, la chiusura di reparti essenziali, delle lontananze verso centri ospedalieri con specificità quando, al contrario, data la struttura geofisica del nostro territorio, questi sarebbero non dico utili bensì necessari? Mi auguro miglioramenti sicuri ed eccellenti, in futuro, anche nel nostro territorio».
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