Sorpresa, sul piano Case c’è anche chi ci guadagna

Si tratta della Rti che ha installato gli impianti fotovoltaici che hanno ottima resa Invece i pannelli solari a “servizio” degli inquilini non hanno mai funzionato
L’AQUILA. Il Piano Case (gli alloggi costruiti nel post terremoto del 2009) sono per il Comune dell’Aquila un debito senza fine. Fra bollette non pagate dagli inquilini (ma che il Comune deve pagare al gestore), le manutenzioni ordinarie e straordinarie, la gestione complessiva di un patrimonio per gran parte già obsoleto e che giorno dopo giorno sta diventando un “ghetto” per chi ci abita, il Case potrebbe diventare la “tomba” del bilancio comunale. Un rischio bancarotta che è qualcosa di più di una funerea previsione. Eppure, sembrerà strano, c’è chi sul piano Case ci ha guadagnato e ci sta guadagnando.
In una relazione che risale al 2012 l’allora assessore Alfredo Moroni in risposta ad alcuni interrogativi sollevati dall’Assemblea cittadina racconta la vicenda relativa agli impianti fotovoltaici (che servono alla produzione di energia elettrica) posizionati sui tetti degli alloggi: «Il 14 gennaio 2010» scriveva Moroni «è stato stipulato tra il dipartimento della Protezione Civile (stazione appaltante) e il raggruppamento temporaneo di imprese (Rti) costituito dalle Società Enerpoint Spa (mandante), Società Enerpoint Energy Srl (mandataria) e la società Troiani & Ciarrocchi Srl (mandataria), il contratto avente per oggetto la progettazione, la realizzazione, la gestione e la manutenzione di un sistema di impianti di produzione di energia elettrica fotovoltaica da porre in opera sulle superfici di copertura degli edifici e gli spazi utilizzabili nell’ambito del “Progetto Case” con promessa di concessione in locazione di tali edifici e spazi, per una durata non inferiore ad anni 20. Nel predetto contratto è stabilito, tra l’altro che, a titolo di corrispettivo per il contratto di locazione, la Società aggiudicataria verserà all’Amministrazione comunale una somma, come offerto in sede di gara, pari al 9,01% del contributo incassato dall’impresa per le tariffe incentivanti così come previsto dal decreto del ministero dello sviluppo economico del 19 febbraio 2007». Dunque la protezione civile 15 giorni prima di lasciare la gestione dell’emergenza (dal primo febbraio 2010 i poteri passarono al commissario Gianni Chiodi e al vice Massimo Cialente) dà la possibilità a una Rti di installare pannelli fotovoltaici. Al Centro risulta che sul bilancio comunale ogni anno, dal marzo 2010 (quando il Comune prende in carico i Progetti Case) per l’affitto dei tetti e di altri spazi nei pressi degli alloggi, entra una cifra che si aggira sui 200.000 euro. Questa cifra è calcolata in percentuale (9,1 per cento) al “contributo incassato dall’impresa per le tariffe incentivanti”. Frase un po’ criptica a uso e consumo dei burocrati. Non ci resta che fare i conti della serva: la Rti dovrebbe ricavare dalla gestione dei pannelli fotovoltaici più di due milioni di euro l’anno. La concessione ha la durata di 20 anni (sulla carta quindi si arriverà a 40 milioni di euro) . Se ci si tolgono i 20 milioni di euro che la Rti ha investito per la messa in opera degli impianti viene fuori che in venti anni il fotovoltaico potrebbe rendere – tolte anche le spese di manutenzione – circa un milione l’anno (ma forse è una cifra in forte difetto). Bene. Tutto in regola. Ottimo investimento non c’è nulla da dire. Qualcuno che guadagna grazie al piano Case c’è. Ma, come tanti inquilini sanno (soprattutto nella zona di Assergi) in molte piastre del Case furono previsti anche pannelli solari per la produzione di acqua sanitaria. Tali pannelli dovevano portare a un significativo risparmio (più del 40 per cento) sulla bolletta del gas (che sarebbe dovuto servire solo per il riscaldamento). Ma mentre i pannelli fotovoltaici (gestiti da privati e che si trovano sull’80 per cento dei piani Case) funzionano e danno reddito, i pannelli solari non hanno mai funzionato. Soldi sprecati e maxi bollette per i malcapitati inquilini.
3/ continua

