Sorrisi e commozione per quei giovanissimi campioni d’Italia

30 Marzo 2017

Il Cus L’Aquila Under 15 battè il Petrarca in finale a Roma Commemorazione degli indimenticati Leonardis e Moroni

L’AQUILA. Il 29 marzo di trenta anni fa, battendo i coetanei del Petrarca Padova al termine di una finale al cardiopalmo all’Acquacetosa a Roma, un gruppo di ragazzini con la maglia del Cus L’Aquila vinceva il campionato italiano Under 15 di rugby. Ieri, a 30 anni esatti di distanza, quel gruppo di ragazzini, oggi uomini, si è ritrovato per festeggiare quella vittoria.

Un momento di gioia e di ricordo, vissuto però con il rammarico per chi ha dovuto “passare la palla” con troppo anticipo rispetto agli altri. E così, tra abbracci, sorrisi e qualche sfottò («ritira la panza, fra’...»), i primi ad essere festeggiati sono stati proprio gli assenti: Piero Leonardis, «un angelo volato via troppo presto», come lo hanno ricordato i compagni, e Luigi Moroni, per tutti Paperino, entrambi scomparsi prematuramente.

E i primi premi sono andati proprio ai loro familiari, Rita Marella per Luigi e Alberto Leonardis (presidente del Centro spa) per Piero. «Mio fratello», ha ricordato un emozionato Alberto Leonardis, «era per me maestro di vita. Io ero esuberante e lui era quello serissimo». E poi a ricevere il premio c’era tutto lo staff tecnico, a partire dall’allenatore Terenzio De Benedictis, che ha plasmato centinaia di rugbisti aquilani, Carlo Vivio, il preparatore atletico che all’epoca in pochi avevano, Italo Iuliano, il presidente di quella macchina costruita per vincere che era il Cus under 15, Giovanni Ciuca, che ha cantato l’inno ideato proprio dall’amico Paperino. Giorgio Morelli, neo presidente regionale Fir, ha ricordato che il rugby «rappresenta le nostre radici, che non possiamo tagliare, o far seccare». Morelli ha ricordato che quest’anno cade anche il cinquantennale del primo scudetto dell’Aquila rugby. «Qui ci sono uomini che hanno fatto il rugby all’Aquila. Ma non possiamo vivere solo di cinquantennali», ha detto, «quella vittoria dimostra che dobbiamo ripartire dai giovani per tornare in vetta». Francesco Bizzarri, attuale presidente Cus: «Ho scoperto il rugby quando sono arrivato all’Aquila. E dopo aver scoperto i suoi grandi valori, non posso fare a meno di amare questo sport».

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