Sos dagli impianti di sci «Ora i ristori o è la fine»

Lo slittamento della riapertura delle piste ha messo in ginocchio gli operatori Del Castello: «Eravamo pronti, è una mazzata». Bartolotti: «Economia al tracollo»
ROCCARASO. Salta l’apertura degli impianti da sci e gli imprenditori sperano nei ristori. È ormai un anno che anche le piste da sci di tutto l’Abruzzo non vengono solcate da sciatori e snowboardisti a causa dell’emergenza Covid e dopo vari rinvii, e tanta neve, i gestori degli impianti di risalita erano in attesa della fatidica data del 15 febbraio per la riapertura che invece, con l’arrivo della zona arancione, è saltata di nuovo.
«È una vera mazzata», osserva Mauro Del Castello, amministratore della società Sifatt srl del comprensorio SkiPass Alto Sangro. «Eravamo pronti e speravamo di poter riaprire e invece anche questa volta un rinvio. Noi siamo chiusi ormai da un anno e non abbiamo avuto alcun ristoro. Certo non saremo ripartiti al 100 per cento perché con il blocco delle regioni non ci si può muovere, ma almeno con le persone del territorio sì. È pieno di neve, abbiamo speso sul nostro comprensorio 500 mila euro per ricominciare e invece dobbiamo stare fermi». Una situazione sempre più difficile sia per i gestori degli impianti sciistici sia per l’indotto, che rischia il tracollo. «Purtroppo siamo messi malissimo», commenta Giancarlo Bartolotti, titolare degli Impianti Monte Magnola di Ovindoli. «Abbiamo avuto un incontro con il governatore Marco Marsilio nei giorni scorsi e avevamo chiesto di lasciare le aree interne dell’Abruzzo in zona gialla, per permetterci di sfruttare questo scorcio di stagione e poter incassare qualcosa. Ma alla fine siamo tornati in zona arancione. Abbiamo fatto le nostre rimostranze, dicendo che non possiamo andare avanti: ci devono aiutare perché da marzo dello scorso anno non abbiamo incassato e continuiamo solo a pagare le spese quotidiane. Qui tutta l’economia è paralizzata e c'è tanta gente che ha voglia di venire all’aria aperta e di evadere».
Intere famiglie sono in difficoltà e tante piccole attività rischiano di non riaprire proprio. «Eravamo pronti dopo aver messo in campo tanti sforzi per l’adeguamento alle nuove linee guida», dice Dino Pignatelli, amministratore unico del Centro turistico del Gran Sasso, «ora speriamo di aprire agli inizi di marzo e arrivare fino ad aprile per avere una coda stagionale che non salverà il bilancio, ma che ci permetterà di far sciare quanti stanno aspettando di mettere piede sulla neve» Gennarino Di Stefano, direttore della stazione di Campo Felice, precisa che «si continuerà a stare aperti solo per i maestri di sci che stanno facendo il corso e per gli agonisti. Speriamo che i contagi diminuiscano, speriamo di aprire ai primi di marzo, anche se la stagione è compromessa».
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