Sospiri: «I sistemi informatici erano deboli»

25 Maggio 2023

Il presidente del consiglio: allarmi inascoltati. E il Comune replica a Padovani: la nostra rete è sicura

L’AQUILA. È una voce che esce a sorpresa dal coro del centrodestra abruzzese sul tema dell’attacco hacker all’azienda sanitaria aquilana. E non è una qualsiasi, ma quella di Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio regionale: «In Abruzzo stiamo combattendo una guerra che nei giorni scorsi, attaccando la Asl dell’Aquila, ha causato il blocco delle sale operatorie dell’ospedale aquilano, ha reso impossibile anche solo svolgere una visita mettendo a repentaglio vite umane». E poi ancora più forte: «La nostra Regione sta subendo un pesantissimo attacco digitale, ma quello che è avvenuto all’Aquila non era completamente imprevisto, avevamo più volte avvisato della vetustà e debolezza dei sistemi informatici e delle strutture». Queste parole Sospiri le ha espresse al microfono, sul palco dell’Expo Cyber Security Forum a Pescara. «Per difendere le nostre istituzioni da una guerra moderna che si combatte sul fronte digitale, bloccando però funzioni e servizi strategici come una struttura sanitaria, occorrono leggi speciali in deroga che ci consentano di rispondere con armi pari ed efficaci contro gli hacker», ha continuato. «Oggi, a tutti gli effetti, la possibilità di proteggere i nostri apparati di governo dagli attacchi informatici deve rispondere agli stessi criteri della Protezione civile, permettendo di attivare procedure che vadano in deroga alle norme, e per farlo occorrono provvedimenti legislativi nazionali ad hoc che ci permettano anche di utilizzare risorse senza vincoli di bilancio. Per ora il consiglio regionale ha resistito un po’ meglio, così come le altre Asl abruzzesi, ma prima o poi troveranno la scucitura ed è pericoloso. Questa consapevolezza impone l’adozione di misure di difesa straordinarie che vanno portate all’esame della Conferenza Stato-Regioni».
Nel frattempo all’Aquila si consuma una polemica cittadina sulla sicurezza informatica. E ieri il sindaco Pierluigi Biondi, con l’assessore Ersilia Lancia, hanno replicato al consigliere di opposizione Gianni Padovani, che accusava l’amministrazione di aver alzato le difese solo nei giorni scorsi. «Il Comune ha, in tempi non sospetti, avviato un piano per la sicurezza informatica dei suoi sistemi, volti a tutelare l’integrità dei dati e delle informazioni di cittadini e dipendenti», hanno detto. : «Quanto afferma è grottesco. La determina di liquidazione in favore del Sed, che gestisce il Servizio elaborazione dati per conto del Comune, è sì riferita all’acquisto di un firewall (destinato, quindi, alla difesa degli apparati e delle reti internet) ma che è stato effettuato dalla società ben dieci mesi fa». E ancora: «Da maggio dello scorso anno è stato avviato un piano volto a potenziare e rinforzare l’intera architettura digitale. Da giugno è stato attivato un nuovo data center: in termini di sicurezza c’è stato un balzo fino al 54% di punteggio Microsoft Secure Score, ben al di sopra della media degli enti della medesima dimensione infrastrutturale, che si attestano al 46%. Quotidianamente, inoltre, viene effettuato un backup delle macchine virtuali e delle banche dati presenti sui vari server, per cui anche di fronte ad un eventuale attacco hacker non vi sarebbe alcuna dispersione di informazioni (se non quelle del giorno stesso) di utenti, cittadini e dipendenti comunali». (l.t.)