Sotto accusa l’incarico alla coop: «Servizio di sportello inesistente»

9 Marzo 2021

I pm: «Spostati gli operatori e apposte le targhette davanti agli uffici per far risultare attivo il servizio» Intercettata la domanda della lavoratrice in ansia per i controlli dei carabinieri: «Che fa il front office?»

CELANO. Targhette messe sulle porte il giorno prima del blitz e fuggi fuggi da un ufficio all’altro all'arrivo dei carabinieri per «inquinare le prove». Spuntano altre accuse sugli appalti al Comune di Celano che hanno portato all’arresto di 8 persone tra cui il sindaco Settimio Santilli e l’ex vice Filippo Piccone: il primo ai domiciliari e il secondo in carcere a Vasto. Gli inquirenti, infatti, avevano chiesto anche i documenti dell’appalto per il front office alla cooperativa “Il Risveglio” e quindi il sindaco, secondo le accuse, aveva fatto spostare gli operatori e apporre le targhette davanti agli uffici, anche se in realtà non erano destinati al quel servizio.
LE TARGHETTE. Un episodio significativo riguardo alla «capacità degli indagati di modificare il quadro probatorio», secondo il giudice per le indagini preliminari Maria Proia è quello del 21 giugno 2018, in occasione del controllo fatto dai carabinieri del nucleo investigativo dell’Aquila, insieme a quelli del Nucleo ispettorato del lavoro. I militari, guidati dal maggiore Edoardo Commandè, avevano acquisito i documenti relativi al contratto tra il Comune e “Il Risveglio” che sulla carta forniva i servizi di front office. «Gli amministratori», scrive il gip, «consapevoli che, in realtà, si trattava di una somministrazione irregolare di lavoratori avevano, addirittura, spostato, all'improvviso, i dipendenti della cooperativa da un ufficio all’altro e avevano messo delle targhette vicino ad alcuni uffici, allo scopo di evidenziare l’operatività di questo servizio di supporto al pubblico». Ciò emerge, secondo l’accusa, in una conversazione tra Santilli, il vice sindaco Ezio Ciciotti e il responsabile dell’area manutenzione, intercettata il 15 giugno. Il dipendente parla delle cooperative e dei lavoratori impiegati. Poi si riferisce a “Il Risveglio” e afferma che risulta che i dipendenti facciano il front office: «Sta c…di cooperativa, la cooperativa Il Risveglio, questi che stanno qua dentro risulta tutti che stanno a fa’ il front office. Chi sta a fa’ il front office?». E il sindaco risponde: «Nessuno».
GLI UFFICI. Pochi giorni dopo gli amministratori avevano modificato l’assetto degli uffici. La mattina del 19 giugno, infatti, il dirigente Valter Specchio e l’impiegato avevano parlato degli spostamenti di personale e quest'ultimo aveva detto che, su ordine del sindaco, stavano spostando i dipendenti della cooperativa («questi ragazzi del front office») dentro una stanza, ma che, in realtà, gli stessi, scrive il gip, «avrebbero continuato a stare dove stavano prima». Sarebbero state trasferite solo le scrivanie.
IL FUGGI FUGGI. All’arrivo dei carabinieri, alle 10.30 del 21 giugno, nell’ufficio di Specchio erano presenti anche due tecnici, tra cui una ragazza. In quel momento le cimici registrano l’entrata di una donna che avverte della presenza dei carabinieri al piano di sotto e di domande sui dipendenti della cooperativa. Il capo di gabinetto ordina alla ragazza di scendere e mettersi in ufficio, in modo da mostrare che sta svolgendo attività di front office ma lei «sembra farsi prendere dal panico». Afferma che comunque la sua borsa era in quell’ufficio, «come a dimostrare», si legge nell’ordinanza, «che lei sia di stanza proprio là (“la mia borsa sta dentro quella stanza”) e chiede di poter andare a casa (“me ne posso andà...a casa?”)».
«COS'È IL FRONT OFFICE?». Poi lei chiede anche in cosa consista il front office («che fa il front office? Che fa il front office?») e l’interlocutore risponde che deve rispondere agli utenti in merito alle pratiche dell’urbanistica e la invita ad andare in postazione («risponde per quanto riguarda le cose dell’urbanistica... vieni vieni»). Specchio poi chiede per quale motivo la ragazza non possa rimanere là e viene avvertito che c’erano i carabinieri a controllare e andando sotto in ufficio lei poteva dimostrare di fare quell’attività: «Perché stanno sotto... stanno facendo i controlli, se si fa vedere che sta (incomprensibile) entra dentro l’ufficio...sta lì a fare il front office».