Sottoservizi, i lavori non saranno interrotti

Il presidente Ajraldi (Gsa): i contratti con le ditte appaltatrici sono stipulati In caso di blocco scatterebbero le richieste di risarcimento verso il Comune
L'AQUILA. «Dalla realizzazione dell'opera non si torna indietro». Per il presidente della Gran Sasso Acqua, Fabrizio Ajraldi, «non c'è alcuna possibilità di interrompere i lavori per i sottoservizi, in centro storico e nelle zone limitrofe. I contratti con le ditte appaltatrici sono stati stipulati: scatterebbero le richieste di risarcimento e il Comune si troverebbe in mezzo ad una marea di contenziosi. Ma serve coordinamento, bisogna procedere per aree di intervento. Insomma, c'è molto da cambiare». Il tunnel intelligente, con le sue tante problematiche relative a viabilità e accesso alle attività commerciali, resta una spina nel fianco dell'amministrazione. Tanto da indurre gli assessori alla Mobilità, Carla Mannetti, e al Commercio, Alessandro Piccinini, «ad aprire un tavolo di confronto a 360 gradi, per valutare tutte le strade percorribili. Anche una modifica sostanziale al progetto». Ma per il presidente della Gsa, «non si può tornare indietro. L'opera va fatta e gli stralci del progetto portati a termine. Non c'è altra possibilità». Intanto, scoppia la polemica tra l'ex direttore della Gsa, Aurelio Melaragni, e il sindaco Pierluigi Biondi.
ANDIAMO AVANTI. «Il più grande appalto della ricostruzione pubblica post-sisma, da 80 milioni di euro, non può essere bloccato». Ajraldi, che è anche un legale oltre che presidente della Gsa, fuga ogni dubbio: «È prematuro entrare nel merito del secondo stralcio dei lavori, pensiamo piuttosto a completare il primo. Per quanto riguarda i prossimi passi», dice, «stiamo depositando il progetto finale e di perfezionamento della procedura. C'è da mettere in piedi un lavoro oculato con il settore mobilità perché quando partiranno i cantieri del secondo stralcio sarà necessario ridistribuire il traffico trovando delle arterie alternative a quelle interessate dai lavori».
RIPENSARE L'OPERA. «Così non va. Bisogna ripensare l'intervento, come era stato concepito all'inizio e concertare tutte le diverse fasi con il Comune», spiega Ajraldi, «stiamo lavorando a una riprogettazione delle tempistiche e anche delle modalità di realizzazione dell'opera seguendo un preciso cronoprogramma, che va comunicato e condiviso con i cittadini. Tra le priorità da affrontare le zone dove buona parte degli aggregati sono stati ristrutturati. Dobbiamo capire come intervenire per creare minor disagio possibile».
CANTIERE SBLOCCATO. Intanto, la Sovrintendenza ha dato parere favorevole a una modifica del progetto per la realizzazione dei sottoservizi tra via Castello, via Garibaldi, piazza Regina Margherita e la Fontana Luminosa «dove andremo avanti con un bypass di impatto più ridotto rispetto al tunnel, ma ugualmente performante, che non andrà a incidere sui ritrovamenti archeologici della zona», dice Ajraldi.
“IGNORANZA E ARROGANZA”. «Con l'ex presidente Americo Di Benedetto avevamo dato vita ad una fervida attività di coordinamento che coinvolgeva tutti i soggetti interessati e che aveva dato i suoi frutti, tanto da raggiungere circa il 70% dei lavori. Questa attività è stata oggetto di attacchi furiosi in campagna elettorale», le parole dell'ex direttore della Gsa, Aurelio Melaragni, «l'impasse del cantiere che sta mettendo in ginocchio il commercio cittadino era prevedibile, ma era nei fatti, come del resto avevo fatto presente, prima del mio pensionamento, in una serie di colloqui sia al nuovo presidente, Fabrizio Ajraldi che con il sindaco Pierluigi Biondi. Come più volte sottolineato, le variabili in gioco nella realizzazione dell'opera, sono molteplici. In questi mesi ho taciuto aspettando, come consiglia un vecchio proverbio cinese. Ora posso affermare, a ragione, ma lo dico con profondo dispiacere, che l’ignoranza e l’arroganza, che si cerca di nascondere con facili locuzioni latine, non sono le basi per una buona amministrazione».
«MELARAGNI NERVOSO». «Comprendo che il nervosismo di Aurelio Melaragni sia legato alla fine dell'incasso delle legittime, e ricche, prebende di cui godeva quando ricopriva il ruolo di direttore della Gsa», la risposta di Biondi, «l'ex direttore potrebbe ricordare, per esempio, come siano stati realizzati i sottoservizi nelle zone più agevoli della città, senza affrontare i problemi che oggi si stanno riscontrando in corso d'opera. Nonostante ciò, ancora non viene chiarito quali siano le responsabilità e gli eventuali risarcimenti legati ai danni che il tunnel avrebbe provocato alla torre civica di Palazzo Margherita e in diversi edifici del corso stretto. Altro scotto che oggi si sta pagando è quello legato al mancato accordo stipulato con i gestori dei servizi, per cui sono necessarie opere aggiuntive per venire incontro alle esigenze delle aziende. «È curioso», conclude il sindaco, «che parli di presupponenza e arroganza chi, in piena campagna elettorale, ha autorizzato una transazione lampo per delle riserve sui lavori richieste dall'azienda appaltatrice. La vera arroganza è quella di chi fa parte di una casta di potere che fatica ad accettare il cambiamento».
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