Sottoservizi, il Comune pronto a bloccare i lavori

28 Febbraio 2018

Gli assessori Mannetti e Piccinini: troppi disagi per chi vive o lavora in centro Fissato un incontro con la società Gran Sasso acqua per decidere il da farsi

L'AQUILA. Troppi disagi. E allora, si corre ai ripari. Il Comune sta valutando l'opportunità di stoppare i sottoservizi o, quantomeno, di rivedere termini e modalità dell'intervento. Questo potrebbe significare anche una modifica del cronoprogramma e della stessa opera ritenuta «eccessivamente impattante». Tutti seduti intorno ad un tavolo, il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, gli assessori alle Opere pubbliche, Guido Liris, alla Mobilità, Carla Mannetti, al Commercio, Alessandro Piccinini, i dirigenti dei diversi settori comunali coinvolti, e il presidente della Gran Sasso Acqua, Fabrizio Ajraldi: il vertice, previsto nei prossimi giorni, servirà a fare chiarezza e, soprattutto, se sia il caso o meno di procedere nell'intervento, così come programmato. I dubbi nascono dalla situazione di caos che stanno vivendo residenti e commercianti del centro, intrappolati nella morsa dei sottoservizi. Così, gli assessori Mannetti e Piccinini hanno preso in mano la situazione «aprendo ad un confronto a 360 gradi».
DISAGI A GO-GO. «I sottoservizi, così come sono stati programmati, stanno creando troppi problemi. Dobbiamo aprire una riflessione serie sui lavori ancora da realizzare. I disagi abbracciano troppi comparti», afferma l'assessore Mannetti, «dalla viabilità ai parcheggi, dal commercio alla residenzialità. Dobbiamo intervenire a stretto giro di posta, sono troppe le cose che non funzionano». A far salire la soglia di allarme, il blocco dei lavori nell'area compresa tra via Castello, piazza Regina Margherita, via Garibaldi e la Fontana Luminosa dove, a causa dei ritrovamenti archeologici, il cantiere è fermo da settimane, con conseguenze economiche pesantissime per i commercianti della zona.
CAMBIARE TUTTO. Modificare l'intervento o, addirittura, bloccare i lavori dei sottoservizi. Le ipotesi sul campo sono tante, «ma dobbiamo valutare con attenzione, dal punto di vista giuridico-amministrativo, l'appalto, che è già stato affidato. Ne parleremo insieme, con tutte le riflessioni del caso», dice la Mannetti, «ma è certo che la situazione attuale non è sostenibile. Ci sono immobili già ricostruiti, nelle zone ricomprese nel secondo lotto dell'opera, dove gli allacci risultato fatti e funzionanti. Pensiamo come può impattare, sui residenti, la realizzazione del tunnel intelligente, a due passi dalle abitazioni ristrutturate».
VALUTAZIONI TECNICHE. «Stiamo aspettando i pareri tecnici», prosegue la Mannetti, «vanno fatte delle verifiche giuridiche perché quando si stipulano degli appalti ci sono obblighi da rispettare, ma non sono escluse modifiche anche sostanziali, con delle perizie di variante». Si va verso la revisione della più grande opera pubblica del post- terremoto, il cui primo stralcio da 40 milioni di euro, realizzato dalla società Asse centrale, formata dalla Acmar di Ravenna in Ati con la Edilfrair e la Taddei dell'Aquila, è quasi terminato. Resta da valutare se proseguire con il secondo stralcio, che abbraccia i quarti di San Pietro, San Giovanni, San Marciano, la Villa Comunale e via Strinella per, poi, spostarsi su via XX Settembre e viale della Croce Rossa.
COMMERCIO IN GINOCCHIO. «Dobbiamo interloquire anche con la Gsa, che tra l'altro è un ente strumentale del Comune, non solo con Asse centrale», sottolinea l'assessore Piccinini, «con l'assessore Mannetti stiamo valutando la possibilità di modificare il cronoprogramma, di cambiare parte dell'intervento e renderlo meno invasivo. In settimana incontrerò le associazioni di categoria per illustrare il progetto sull'area di via Garibaldi e la Fontana Luminosa, dove è previsto un bypass che potrebbe accelerare i lavori e risolvere il problema dei ritrovamenti archeologici. Ma si tratta di varianti che richiedono l'approvazione del Comune».
©RIPRODUZIONE RISERVATA