Sottoservizi, la parola al consiglio

Masciocco: lo smart tunnel va approvato dal Comune, proprietario dell’opera
L’AQUILA. «La proprietà dell’opera è del Comune dell’Aquila. Pertanto, un eventuale cambio progettuale nella realizzazione dello smart tunnel dovrebbe, comunque, essere approvato dal consiglio comunale». A chiarire questo passaggio è Giustino Masciocco, presidente della Commissione di controllo comunale che oggi, alle 10, si riunirà nella sala ipogea dell’Emiciclo alla presenza dei vertici della Gran Sasso Acqua, del consiglio di amministrazione e dei direttori tecnici. Sono stati invitati a partecipare alla seduta anche il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e il vicesindaco, Raffaele Daniele.
«Nel corso dell’audizione», spiega Masciocco, «Gsa illustrerà la relazione tecnica, che ci è stata preventivamente inviata, nella quale si evidenziano difficoltà nel portare avanti il progetto originario e viene ipotizzata una modifica dello stesso, con il rischio che le ditte che hanno vinto l’appalto o quelle che non hanno partecipato possano aprire dei contenziosi. Vogliamo capire», prosegue Masciocco, «quali ripercussioni economiche possa avere la vicenda dei sottoservizi sulla Gran Sasso Acqua visto che il core business dell'azienda non è fare la stazione appaltante, ma gestire le reti idriche di molti comuni». La Commissione di controllo deciderà, a margine della riunione o in una prossima seduta, se inviare una relazione al consiglio comunale, sulla base dei dati emersi. «Nell'ultima audizione, con Gsa, a marzo scorso, non furono indicate modifiche progettuali che, invece, adesso risultano notevoli», fa notare Masciocco, «visto che i tecnici, in tutti i tratti finali dell’opera, ipotizzano di sostituire il tunnel intelligente con le polifere, tubi più piccoli, dove passano tutte le linee e le reti, ma che non sono ispezionabili fisicamente». Lo stesso presidente della Gsa, Alessandro Piccinini, aveva parlato della necessità di «una svolta. Per il secondo tratto dell’opera, suddiviso in cinque lotti, abbiamo riscontrato criticità», aveva detto, «che riguardano, in particolare, un elemento sopravvenuto. Le scadenze contrattuali, così come previste, risultano impossibili». Piccinini ha inviato la sua ricognizione al Comune, sollecitando una riflessione sulle modalità di prosecuzione dell’intervento. E proprio di questo si parlerà nella riunione odierna. (m.p.)
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