Sottoservizi, lavori in ritardo di tre anni

4 Ottobre 2018

Il presidente Vicini ha riconvocato d’urgenza per domani la Commissione: vogliamo chiarezza sul piano di variante

L’AQUILA. Sottoservizi atto secondo. Il presidente della Commissione consiliare Garanzia e controllo, Elisabetta Vicini, vuole vederci chiaro sulla perizia di variante presentata dalla Gran Sasso Acqua. Non basta, infatti, una semplice «presa visione, ma occorre una delibera, di giunta, e probabilmente anche di consiglio», afferma la Vicini, che per domattina ha convocato una riunione urgente, alle 10.30, della Commissione – la seconda in cinque giorni – per valutare il piano di variante.
PORTA RITARDO... «I lavori dei sottoservizi sono in ritardo notevole, dovevano essere ultimati a giugno 2017», sostiene il presidente della Commissione Garanzia e controllo, «e siamo già fuori tempo di quasi un anno e mezzo. Se l’iter per la variante – il cui avvio durerà almeno un altro mese – andrà avanti senza intoppi, i lavori di questo lotto saranno conclusi entro un anno mezzo. Totale: circa 3 anni di ritardo. Sempre se il Comune non sarà commissariato...».
SINDACO E VICE IN BUCA! Il presidente Elisabetta Vicini è stata costretta e riconvocare d’urgenza la Commissione consiliare, «sperando che questa volta ci sia almeno il vicesindaco e assessore alle Opere pubbliche, Guido Liris, che ci ha dato buca, disertando, insieme al sindaco Pierluigi Biondi, la scorsa riunione, facendo concludere la Commissione con un nulla di fatto».
GRAZIE AJRALDI. «Ringrazio comunque il presidente di Gran Sasso Acqua spa, Fabrizio Ajraldi, per avere illustrato in Commissione Garanzia la perizia in variante, presentata dalla stazione appaltante per la ridefinizione del cronoprogramma e del tracciato dei sottoservizi, reso più funzionale in relazione alle esigenze dell’abitato e all’economia dei lavori», dichiara, Elisabetta Vicini. «La quinta Commissione si è riunita su questo tema critico, perché l'attuale amministrazione, nonostante le ripetute sollecitazioni, ha smesso di ottemperare alle disposizioni dettate dalla delibera consiliare n. 43 del 2013, che prevedeva la rendicontazione quadrimestrale delle attività della ricostruzione, inclusa quella dei sottoservizi. Non solo, ha anche interrotto una prassi virtuosa – e in precedenza sempre rispettata – di un tavolo interlocutorio mensile tra le parti interessate».
MOMENTO CRITICO. «Si tratta di un momento importante di confronto, tra tutti i soggetti coinvolti: Comune, Gran Sasso Acqua spa, Asse Centrale Scarl e cittadini residenti, per capire quando le famiglie potranno rientrare nelle loro case, per verificare l’attuazione del cronoprogramma dei lavori, le rimodulazioni, le criticità e ristabilire un confronto più assiduo e regolare sul tema. Lavoro a metà, purtroppo, perché mancava il sindaco, nella sua veste di assessore alla ricostruzione e nessuno a sostituirlo», sottolinea il presidente Vicini.
GARIBALDINI. «La campagna elettorale per il “sindaco garibaldino”, che alla chiamata risponde “obbedisco!”, è prioritaria, rispetto ai problemi della città, di cui si è assunto l’impegno a risolverli. Per l’ennesima volta, lui e i suoi amministratori hanno ritenuto più importante impomatarsi per il cerimoniale, che confrontarsi, sulla vita reale dei propri concittadini».
L’INCOMPRESO... «Assente anche Asse Centrale Scarl, che mi chiede di “comprendere” la sua posizione. La comprendo», assicura Elisabetta Vicini, «se qualcuno ha insistito perché non venisse. Diversamente, a un tavolo interlocutorio al quale, peraltro, ha sempre presenziato, la sua assenza pesa sensibilmente. La seduta è stata comunque utile a capire che ne avremo ancora per almeno un anno e mezzo, sempre che la perizia in variante sia portata all’approvazione».
NARCISO. «Chissà quanto ci vorrà, invece, se il Comune dovesse essere commissariato per le velleità del sindaco Narciso, già follemente innamorato dell’idea di sé candidato alla presidenza della Regione».
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