Spacciano tra i campi di mais, 14 arresti

15 Dicembre 2022

Maxi retata in Lombardia, un 27enne catturato a Luco dei Marsi e portato in carcere. Alcuni indagati accusati di rapine

LUCO DEI MARSI. Tocca anche la Marsica l’operazione “Maishish” dei carabinieri di Cremona che ha sgominato una vasta organizzazione dedita allo spaccio di droga. Quattordici le ordinanze di custodia cautelare, tutte a carico di cittadini nordafricani con precedenti penali residenti o domiciliati fra le province di Milano, Lecco e L’Aquila: due erano già in carcere, sei sono stati rintracciati e arrestati, altri otto sono in corso di localizzazione perché senza fissa dimora o perché nel frattempo rientrati nel Paese di origine. Sono accusati di detenzione a fini di spaccio, lesioni aggravate e rapina aggravata. Tra gli arrestati c’è anche M.E.R., 27 anni di nazionalità marocchina, rintracciato e catturato a Luco dei Marsi. Ad eseguire la misura sono stati i carabinieri della compagnia di Avezzano che lo hanno accompagnato nel carcere di San Nicola. Sono, infine, indagate in stato di libertà altre 27 persone e 70 sono i segnalati all’autorità amministrativa come assuntori, solo alcuni dei clienti della gang. I fatti contestati all’organizzazione criminale vanno dall’inizio del 2021 ai i primi mesi del 2022. Periodo durante il quale la gang, secondo le accuse, ha venduto stupefacente nelle campagne e nelle aree boschive della provincia di Cremona. Come emerge dall’ordinanza, la lotta per aggiudicarsi e spartirsi i campi di mais e boschi golenali del Po, luoghi di spaccio prima da conquistare e poi da proteggere, era particolarmente violenta. E ogni “sgarro” veniva punito duramente. L’indagine ha preso avvio a seguito di un’aggressione avvenuta il 4 maggio 2021 nelle campagne di Ferie di San Bassano e Crotta d’Adda, quando un cittadino straniero era stato pestato e rapinato da una decina di connazionali. Colpito con un martello, aveva una gamba fratturata e un trauma cranico. La sera del 20 giugno 2021, sempre a Crotta d’Adda, un altro straniero era stato minacciato con una pistola e con un coltello da alcuni connazionali tanto che per salvarsi si era buttato da un ponte nelle acque del fiume. Aggressioni dovute, secondo la ricostruzione dell’Arma, a debiti fra bande. Conseguenza di una guerra stile Gomorra per aggiudicarsi le piazze di affari. Continue anche le ritorsioni. Infine una donna di Grumello Cremonese aveva trovato un uomo accasciato a terra davanti alla porta della sua abitazione che chiedeva aiuto dopo essere stato sequestrato e picchiato.
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