Spaccio di cocaina, arrestato il capo banda

L’AQUILA. È stato arrestato il «capo carismatico» della banda delle calamite che spacciava cocaina all’Aquila e dintorni. Nermin Dashi, kossovaro di 37 anni, era ricercato insieme ad altre quattro...
L’AQUILA. È stato arrestato il «capo carismatico» della banda delle calamite che spacciava cocaina all’Aquila e dintorni. Nermin Dashi, kossovaro di 37 anni, era ricercato insieme ad altre quattro persone dal 26 ottobre scorso con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. Nelle intercettazioni minacce di morte a un agente dell’Antidroga. Attraverso un attento monitoraggio dei voli in ingresso in Italia dagli aeroporti di Tirana “MadreTeresa” (Albania) e da quello di Pristina “Adem Jashari” (Kosovo), la polizia ha accertato che Dashi aveva prenotato un volo per tornare in Italia. Ad attenderlo all’uscita passeggeri dell’aeroporto di Ciampino c’erano gli agenti della Mobile e quelli della polizia di frontiera che lo hanno portato nel carcere romano di Regina Coeli dove questa mattina sarà sottoposto all’interrogatorio del gip. Dashi è difeso dagli avvocati Mauro Ceci e Michele Arabia. Per gli inquirenti si occupava del rifornimento e della custodia della droga. L’arresto del capo fa salire a 9 il numero delle misure cautelari emesse nei confronti dei membri della banda che all’Aquila spacciava fiumi di cocaina reinvestendo i guadagni illeciti in immobili e attività commerciali in Italia e all’estero.
Agli arresti nell’ambito dell’operazione “Magnetic Box” erano già finiti suo fratello Mujadin Dashi 34 anni ed Ermir Bela (29), entrambi di origini kossovare; Avni Pascu (27), macedone; Andrei Gavril Cotlet (25), romeno e Brunilda Xhafa (27), albanese, arrestati. Tre uomini sono detenuti nel carcere romano di Rebibbia, uno è rinchiuso a Lanciano, mentre l’unica donna si trova nella sezione femminile dell’istituto di pena di Teramo. Ieri, però, per Bela c’è stata la sostituzione della misura cautelare della detenzione con l’obbligo di firma e il divieto di uscita notturno. Ai domiciliari, invece, si trovano Alesio Xhafa (21) e Idajet Saliaj (32), entrambi di origini albanesi, e Angelo Lauria (27) dell’Aquila. Le ordinanze di misura cautelare erano state emesse dal gip del Tribunale dell’Aquila su richiesta della Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica dell’Aquila. Sedici in tutto gli indagati. (f.d.m.)
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