Spaccio nella casa popolare del nullatenente

Emergono nuovi particolari sull’arresto dei rom con le ville. Demolita dal Comune una stalla abusiva
AVEZZANO. Al Fisco italiano risultava nullatenente. E grazie a una graduatoria con “corsia preferenziale” aveva ottenuto una casa popolare a Paterno, frazione di Avezzano. Abitazione in cui gestiva un giro di spaccio di cocaina, vantando decine e decine di clienti. Tutti uomini e di ogni estrazione sociale. Nel frattempo aveva acquistato un terreno a via Sant’Andrea, nella zona di Caruscino, e abusivamente vi aveva costruito due villette, una in legno e una in cemento.
Emergono nuovi particolari nell’inchiesta della Finanza che ha portato all’arresto di Luigi Morelli, rom di Avezzano. La ricostruzione è stata fatta dagli uomini della Finanza di Avezzano, al comando del capitano Davide Nicola Lorenzo, che l’altra mattina hanno arrestato, su disposizione del gip Maria Proia, con richiesta del pm Guido Cocco, anche Maria Morelli, sorella del 36enne.
Questa mattina Luigi Morelli sarà ascoltato dal gip, mentre la sorella Maria andrà davanti al giudice mercoledì. La donna si trova ora ai domiciliari nella casa di Caruscino, insieme ai genitori. Le due villette sono state sequestrate, ma quella in legno è stata lasciata in uso ai genitori, estranei alla vicenda.
La Finanza sta cercando di appurare come l’uomo possa avere ottenuto la casa popolare. Le indagini sullo spaccio, andate avanti per un anno e mezzo, hanno ricostruito il mercato della vendita di cocaina che secondo gli inquirenti faceva capo ai due fratelli. Indagini scattate dopo il ritrovamento di 50 grammi di droga sotterrati in un’area adiacente a quello di proprietà della famiglia rom. I due, che nei filmati della finanza si vedono scavare dietro la stalla realizzata per ospitare un cavallo (abusivamente e su un terreno comunale), nascondevano la droga pensando di poter così rimanere impuniti. Non sapevano però di essere spiati dagli uomini delle Fiamme gialle, che li seguivano e ne riprendevano ogni spostamento, documentandolo con filmati anche notturni.
Gli operai del Comune, accompagnati dai finanzieri, l’altra mattina hanno demolito anche la stalla abusiva. Intanto, Maria Morelli, tramite il suo difensore, l’avvocato Franco Colucci, sostiene di non avere niente a che fare con la vicenda.
Magda Tirabassi
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