Spalò la neve con la ruspa, prosciolto

20 Aprile 2018

Di Toro era intervenuto in piazza senza autorizzazione e fu denunciato dai vigili urbani: il caso fece il giro d’Italia 

SULMONA. Fu denunciato per aver tolto la neve sotto la statua di Ovidio rifiutandosi poi di dare le proprie generalità ai vigili della polizia locale. Ieri il giudice per le udienze preliminari Marco Billi lo ha prosciolto dalle accuse «perché il fatto non sussiste». Si è chiusa quindi a favore dell’imprenditore sulmonese Pasquale Di Toro la vicenda giudiziaria che fece tanto scalpore, tanto da finire sulle cronache dei quotidiani e delle tv nazionali. «Sono soddisfatto per il buon senso di un giudice che ha valutato attentamente l’intera vicenda», afferma l’imprenditore sulmonese, «comprendendo i motivi che mi hanno spinto a quell’azione erano dettati solo dall’amore che ho per la mia città. In questo momento mi sento di esprimere la mia solidarietà ai vigili urbani che pur compiendo il proprio dovere, sono stati costretti a fare quello che hanno fatto da ordini venuti dall’alto».
Nella vicenda giudiziaria l’imprenditore sulmonese è stato difeso dall’avvocato Alessandro Margiotta. «Se il giudice mi avesse mandato a processo e fosse poi arrivata una mia condanna, avrei chiesto di essere affidato ai servizi sociali, per non pesare sulle casse dello Stato», conclude Di Toro, «e per rendermi utile a livello sociale in qualche ente, scuola o comunità».
I fatti risalgono al 7 febbraio 2017 quando Di Toro decise di rimuove un mucchio di neve che si era accumulato ai piedi della statua di Ovidio, rendendo praticamente impossibile la vista dello storico monumento, simbolo della città, a turisti e visitatori. Neve ammucchiata da giorni sotto il totale disinteresse dell’amministrazione comunale. Davanti a quella che Di Toro considerò una vera e propria offesa alla storia e al decoro della città, decise di intervenire con i propri mezzi e a proprio spese senza però disporre delle necessarie autorizzazioni. Inevitabile l’intervento della polizia locale che denunciò l’imprenditore per non aver ottemperato all’ordine dei vigili di cessare le operazioni di pulizia della piazza rifiutandosi anche di fornire le proprie generalità. Una vicenda che fece scalpore all’epoca tanto da finire sulle cronache nazionali.
Storia che ebbe ripercussioni anche sull'amministrazione comunale soprattutto sugli uffici municipali accusati di aver lasciato, per oltre un mese, la statua del sommo poeta sommerso da un cumulo di neve sporca.
Situazione che costrinse il sindaco a intervenire offrendosi di pagare la multa elevata nei confronti dell'imprenditore, di tasca propria.
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