Sparatoria in via Pescara, assolti

11 Ottobre 2017

Per il giudice non sono emerse prove a carico dei tre imputati

SULMONA. Erano accusati di essere rimasti coinvolti in una lite per questioni di droga, nel corso della quale sarebbero stati esplosi anche alcuni colpi di pistola. Oggi il giudice del tribunale di Sulmona, Giovanna Bilò ha assolto Marco Quattrociocchi, (difeso dagli avvocati Piercarlo Cirilli e Stefano Michelangelo) e i fratelli Luca e Mattia Buccilli (difesi dall’avvocato Silvia Iafolla). Tutti erano accusati di detenzione, in concorso, di arma da fuoco e minacce aggravate dall’uso dell’arma. Secondo il giudice, nel corso del dibattimento non sarebbero emerse prove tali da poter dimostrare che i tre fossero effettivamente responsabili delle contestazioni contenute nel capo d’imputazione. La pistola dalla quale sarebbero partiti i colpi la sera del 2 ottobre di 4 anni fa, davanti a un portone in via Pescara, non è stata mai trovata. Così come non sono state confermate nel corso del processo le accuse di aver minacciato con la pistola un giovane originario di Scanno, Daniele Di Cesare (originariamente indagato anche lui nel procedimento poi uscito di scena grazie alla richiesta di archiviazione del pubblico ministero Aura Scarsella). Tanto che il giudice Bilò ha assolto i tre indagati con l’articolo 530 secondo comma per quanto riguarda l’accusa di detenzione di arma da fuoco, “perché il fatto non sussiste” per le minacce aggravate dall’uso dell’arma. I fatti risalgono al 2 ottobre del 2013 quando all’esterno di un portone al civico 17, in via Pescara, la squadra anticrimine del commissariato ritrovò alcune macchie di sangue e il bossolo di una pistola calibro 22. Colpo che, secondo alcuni testimoni, era stato esploso nel corso di una lite tra i quattro protagonisti della vicenda, sembrerebbe per questioni di droga acquistata e non pagata. Accuse che, però, il giudice ha ritenuto infondate. (c.l.)
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