Spariti gli 830mila euro per la sicurezza delle case

28 Giugno 2018

Finanziamenti della Regione nel 2015, il giallo dopo la caduta della giunta Ranalli La chiusura della strada lesionata fa riesplodere le proteste dei residenti 

SULMONA. Un gruppo di villette a schiera, in tutto una decina. Subito dietro alcuni palazzi a quattro piani e l’edificio scolastico Panfilo Serafini. È il consistente agglomerato urbano che si affaccia su via Turati, la strada che da nove anni è interessata da una frana e che mercoledì è stata chiusa al traffico dai vigili urbani perché ritenuta pericolosa. Tante famiglie e un’intera scuola che non possono ritenersi al sicuro.
Dai rilievi effettuati è emerso che il costone che si affaccia sul piazzale di via Japasseri continua a muoversi lentamente verso valle. Un avanzamento continuo che preoccupa i residenti, che da anni aspettano un intervento risolutore da parte del Comune. In alcune case i segni del cedimento sono evidenti: crepe sui muri sempre più ampie, cancelli d’ingresso che si aprono con difficoltà e soprattutto la strada che presenta nuovi e profondi avvallamenti.
«Qui stanno aspettando che ci scappi la tragedia», ripetevano anche ieri i residenti che ogni giorno si presentano in Comune per sollecitare l’intervento, che secondo i programmi dell’ex sindaco Peppino Ranalli doveva essere già ultimato.
Il progetto c’era, così come c’erano i soldi annunciati da una lettera inviata a Ranalli dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso. Soldi che però, ad un certo punto, sono misteriosamente spariti nel periodo a cavallo tra la caduta dell’amministrazione Ranalli e l’entrata in scena della sindaca Annamaria Casini. Nessuno ha saputo spiegare che fine abbiano fatto, tanto che la stessa Casini, nei mesi scorsi, ha scritto al presidente della Regione, chiedendo lumi sulla vicenda. Quei fondi vennero assegnati al Comune di Sulmona dalla Regione nel luglio 2015. Il progetto di risanamento deliberato dall’amministrazione comunale per via Turati prevedeva una spesa di 830mila euro, di cui 110mila euro ottenuti con un mutuo della Cassa depositi e prestiti e la parte rimanente finanziata dal contributo regionale, per opere di mitigazione del rischio idrogeologico. Il sindaco Casini ha chiesto al presidente D’Alfonso del destino di quei fondi per inserire l’opera di risanamento della frana di via Turati nel programma triennale delle opere pubbliche. Cosa che è stata regolarmente fatta dall’assessore Nicola Angelucci nella speranza che la Regiona sia fatta definitivamente chiarezza sulla fine che hanno fatto i soldi stanziati per via Turati. A questo punto la chiusura della strada da parte dei vigili del fuoco dovrebbe dare una decisiva accelerata. «Spetta al Comune trovare la soluzione», tuonano i residenti, «e al più presto possibile».
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