Spariti nel nulla mobili per 100mila euro

A giudizio per appropriazione indebita, dopo la denuncia dei proprietari, l’uomo che li aveva tenuti in custodia
L’AQUILA. Si presentano nella sede della ditta di traslochi per riprendere i loro mobili tenuti in custodia dopo il sisma, ma non trovano più nulla.
Uno choc per T. M. e la sua famiglia, residente a San Demetrio ne’ Vestini, un fatto che ha portato a una denuncia penale a carico del titolare della ditta, “Traslochi logistica L’Aquila 99”. Si tratta di Alessandro Crivello, aquilano, 45 anni (già sospettato per un caso simile avvenuto a Castel del Monte), poi sfociata nel rinvio a giudizio con una citazione diretta. L’imputazione dalla quale egli dovrà difendersi è quella di appropriazione indebita. L’accusato, nella veste di custode, sarebbe responsabile di aver fatto sparire una montagna di roba per la quale la parte civile ritiene che ci sia stato un danno di 100mila euro, considerando anche il valore affettivo di alcuni oggetti.
Questo genere di situazioni è più frequente nel post terremoto di quanto si pensi solo che in pochi lo hanno segnalati.
A fronte di chi ha ripreso i suoi mobili, dopo anni e pagando un affitto, in ottime condizioni dopo averli dati in custodia, ci sono anche diversi casi di gente che ha riavuto solo in parte quanto aveva consegnato; ma sono stati segnalati anche dei casi di mobili di valore danneggiati sia pure involontariamente.
In questo caso sono sparite cose certamente di valore: una camera matrimoniale antica in legno massello con armadio a sei ante, specchiere, quadri e soprammobili di Capodimonte, elettrodomestici vari, un corredo e circa 100 coppe e trofei. Ma anche un orologio a pendolo antico, una macchine per cucire “Singer”, di valore storico in quanto restaurata.
A questo vanno aggiunti oggetti che, come riferito, hanno un valore affettivo, ovvero ricordi di infanzia come un cavallo a dondolo: di tutto questo non ci sarebbe più nulla.
Il decreto di citazione a giudizio è stato firmato dal pm David Mancini, il quale nel capo di imputazione ha contestato un’ aggravante, ovvero l’avere commesso il fatto con abuso di prestazione d’opera. Il provvedimento poggia su una denuncia presentata nel 2017, poco dopo la sparizione del mobili, e si è concretizzato lo scorso anno. La prima udienza si è già tenuta con le costituzioni. La parte civile è rimasta sorpresa dal fatto che non è stata data nessuna risposta credibile, da parte del sospettato, su che fine abbiano fatto i loro mobili visto che si tratta di tanta roba. Il sospettato avrebbe detto che sarebbero stati distrutti da un allagamento ma la parte civile non ci crede. Resta il timore, ma questo, a scanso di equivoci, non è contestato nel capo di imputazione, che i mobili siano stati venduti data anche la loro qualità. La parte civile è rappresentata dall’avvocato di fiducia Vincenzo Santella.
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