Sperimentazione 5G, tagliati i 100 milioni

1 Novembre 2018

Il Mise cancella il finanziamento, da FI al Pd alzata di scudi contro la decisione: «Dimenticati»

L’AQUILA. Uno sgambetto dagli effetti disastrosi. Così viene definito dalle Regioni destinatarie della sperimentazione del 5G, tra cui l’Abruzzo, il taglio dei 100 milioni stanziati nel corso della passata legislatura a sostegno del progetto di sviluppo della quinta generazione della rete mobile. La notizia della cancellazione di quei fondi da parte del Mise ha provocato una levata di scudi trasversale e reazioni a catena. Per l’europarlamentare Fulvio Martusciello (FI), «la scelta del governo di tagliare i fondi dimostra quanto poco interesse ci sia per lo sviluppo del sud», mentre Francesco Boccia, deputato del Pd, lancia l’allarme: «Aver tagliato senza alcuna motivazione le risorse per gli investimenti sperimentali per Bari, L’Aquila, Matera, Milano e Prato, è gravissimo perché ferma in corsa programmi avanzati ad alta innovazione tecnologica».
A tuonare contro la decisione del governo giallo-verde di trasferire altrove questi fondi – destinati ai 5 territori che si stanno accingendo, con progetti concreti e importanti, ad accogliere il 5G – è il consigliere comunale del Pd Stefano Palumbo all’epoca tra gli artefici, in qualità di assessore comunale all’Innovazione tecnologica della giunta Cialente, dell’inserimento anche dell’Aquila tra le città pronte a ospitare la sperimentazione, la prima in Europa per dimensioni e qualità.
«Con delibera Cipe del dicembre 2017», afferma Palumbo, «il governo ha assegnato alla sperimentazione 100 milioni di euro già arrivati a Invitalia e rivolti a progetti 5G di interesse pubblico promossi da centri di ricerca, università e regioni. Ci sono servizi di interesse pubblico o abilitanti per il mercato, non appetibili per soggetti privati, sui quali è necessario un ruolo centrale dei soggetti pubblici. Quindi il fondo di 100 milioni non solo non è una “sovrapposizione” della sperimentazione ma al contrario la completa e la implementa.
Dopo che lo Stato, grazie alla gara per le frequenze per il 5G promossa dal governo Gentiloni ha incassato 6 miliardi e mezzo di euro, conclude Palumbo, «ci saremmo aspettati un incremento delle risorse. Al contrario, il ministro Di Maio ha deciso di stoppare quel finanziamento e dirottare verso altri lidi quelle risorse».
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