«Spesi 150mila euro per il Natale a Celano»

19 Gennaio 2022

Tre consiglieri d’opposizione: occorreva più senso della misura in un periodo di crisi

CELANO. «Centocinquanta mila euro spesi per le festività natalizie, il Comune doveva avere più senso della misura e più rispetto per il denaro pubblico». È quanto denunciano i consiglieri del gruppo “Per Celano” relativamente alle spese sostenute dal Comune durante il periodo natalizio.
A detta dei consiglieri comunali di opposizione, quello di Celano è stato sicuramente un Natale «troppo costoso» con «un impegno di fondi oneroso per le casse comunali».
«Quest’anno il nostro Comune ha speso oltre 150mila euro per le festività natalizie», hanno commentato i consiglieri comunali del gruppo “Per Celano”, Gaetano Ricci, Calvino Cotturone e Angela Marcanio, «oltre 60mila euro per luminarie e per gli addobbi natalizi e più di 90mila euro per manifestazioni di vario genere. Il Comune di Avezzano, per avere un termine di paragone, per le luminarie ha speso poco più di 42mila euro. In due anni di amministrazione Santilli, i costi per le festività di Natale hanno sfiorato i trecentomila euro». Per i consiglieri di opposizione Ricci, Cotturone e Marcanio «l’intera comunità di Celano deve porsi la domanda: è corretto l’impiego di questi fondi e c’è stato un eventuale ritorno in termini di turismo?».
«A nostro avviso», hanno aggiunto i tre rappresentanti della minoranza consiliare, «è opportuno che una comunità si interroghi su come vengano spesi i soldi dei cittadini; le festività natalizie hanno una valenza sociale che va rispettata e anche, in parte, una possibile ricaduta economica sulla città. Quanto sarà stato questo ritorno economico? Era giusto che la città di Celano si presentasse adeguatamente ai propri cittadini e ai turisti che transitavano, ed era giusto quindi che il Comune se ne facesse carico ma, a nostro parere, occorreva avere più senso della misura e soprattutto più rispetto per il denaro pubblico, anche in considerazione della crisi economica in atto, della crisi sanitaria e dell’aumento delle tasse comunali». (e.b.)
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