Spinosa Pingue: sulla Snam necessaria la strada del dialogo

10 Luglio 2019

SULMONA. «Sono contrario alla centrale Snam. Non l’abbiamo proposta noi e ci è piombata dall’alto con la violenza di un meteorite. Ma poi deve, necessariamente, prevalere il senso di responsabilità,...

SULMONA. «Sono contrario alla centrale Snam. Non l’abbiamo proposta noi e ci è piombata dall’alto con la violenza di un meteorite. Ma poi deve, necessariamente, prevalere il senso di responsabilità, la perspicacia e la lungimiranza di una classe dirigente. Purtroppo qui è mancata la politica e, più specificatamente, la classe politica, cui dovrebbe essere demandato il compito di interpretare la realtà, prevenire gli eventi, governare i processi e prefigurare gli scenari futuri. In una parola, dare risposte concrete alla comunità, con intelligenza e, laddove necessario, realismo».
Risponde così Fabio Spinosa Pingue, imprenditore agroalimentare e amministratore di supermercati Conad, alla domanda dei comitati cittadini, che nei giorni scorsi gli avevano chiesto di far sapere da quale parte stava, a favore o contro la realizzazione della centrale di compressione Snam già autorizzata dal governo in località Case Pente. «Da una parte i comitati del no con le loro sacrosante battaglie, che, sia chiaro, si sono rivelate estremamente utili», spiega Spinosa Pingue, «e le istituzioni locali con le delibere contrarie adottate all’unanimità; nonché i ricorsi a Tar e Consiglio di Stato che, voglio ricordare, esercitano solo un controllo sulla legittimità dell’iter e non nel merito dell’insediamento della centrale di spinta e del metanodotto. Dall’altro niente, assolutamente niente. Credo che questo sia sbagliato. Ci voleva, e spero siamo ancora in tempo, qualcuno che, parallelamente dialogasse per ottenere il miglior progetto possibile nella malaugurata ipotesi di approvazione definitiva. Un qualcosa che non inficia la sacrosanta battaglia del no. Non è furbizia. È senso di responsabilità. È’ lungimiranza e viene comunemente definita resilienza. È troppo alto il prezzo che paghiamo come comunità a dire solo no. Non possiamo permettercelo. Spero ci sia ancora il tempo per una task force», conclude Fabio Spinosa Pingue, «urge uno scatto d’orgoglio delle eccellenze del territorio».
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