Sportello-lavoro per contrastare la povertà

In arrivo 200mila euro per l’attivazione del servizio dedicato alla fasce in carico al settore sociale
SULMONA. In arrivo 200mila euro per l’inclusione sociale attiva e la formazione al lavoro. Sulmona entra nel Pon, (Programma operativo nazionale) approvato nei giorni scorsi dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Si tratta di un percorso di inclusione sociale attiva, per contrastare la povertà locale, attraverso una formazione al lavoro e alla responsabilità familiare che gradualmente porteranno a riconquistare la propria autonomia. In pratica sarà istituito una sorta di sportello-lavoro che potrà orientare chi è uscito dal mercato produttivo. «Siamo entrati in questo circuito che punta al contrasto della povertà e a favorire l’inclusione attiva», spiega l’assessore al sociale e vicesindaco Mariella Iommi, «i fondi verranno calati nelle fasce in carico ai servizi sociali del territorio». La disoccupazione galoppante, la perdita di servizi e la conseguente domanda da parte delle cosiddette nuove povertà delineano un identikit diverso dell’indigenza in città. Si trovano a fare la fila negli uffici sociali dell’ex caserma Pace famiglie monoreddito con due o più tre bambini a carico, pensionati soli con vitalizi minimi, 50enni che hanno perso il lavoro e famiglie con disabilità che necessitano di particolari esigenze, spesso anche costose. Qui si inseriscono le opportunità legate al Progetto operativo nazionale (Pom) di inclusione sociale, con pacchetti personalizzati per arginare le svariate esigenze, che si vanno ad incastrare con le facilitazioni introdotte dalla carta Sia, il progetto di Sostegno per l’inclusione attiva riservato a famiglie con basso reddito (pari o inferiore ai 3mila euro) per accedere a specifici contributi, fino all’esaurimento dei fondi. In particolare i benefici della carta si rivolgono a famiglie in condizioni disagiate con almeno un componente minorenne o disabile, o una donna in stato di gravidanza. Lo sportello di inclusione sociale si va ad aggiungere al piano distrettuale da tre milioni di euro per la gestione dei servizi sociali dei 17 comuni del territorio, con Sulmona capofila. «Questo è stato un periodo intenso per le politiche sociali, oggetto di una rivoluzione di metodo e di normativa, tale da rendere il Comune di Sulmona ente capofila per la gestione associata dei servizi sociali e sociosanitari», aggiunge Iommi. «Si tratta di un grosso risultato in un momento in cui le risorse destinate a questo settore sono continuamente in calo». (f.p.)
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