Stadi vietati per 5 anni ai due ultrà

Salgono a nove i denunciati, coinvolto il fratello di un calciatore
AVEZZANO. C’è anche il fratello di un calciatore dell’Avezzano tra i tifosi nei guai in seguito agli incidenti di domenica scorsa, prima e dopo la gara contro il Cesena giocata allo stadio dei Marsi. Ieri altri due ultrà biancoverdi sono stati convocati negli uffici del commissariato di polizia e sono stati denunciati per danneggiamento aggravato. Salgono quindi a nove i sostenitori dell’Avezzano indagati, assistiti dagli avvocati Roberto Verdecchia, Cristian Carpineta e Pasquale Milo. Alcuni devono rispondere anche di invasione di campo e di resistenza a pubblico ufficiale. I tifosi denunciati sono accusati di avere scagliato sassi e altri oggetti contro le auto delle forze dell’ordine in servizio allo stadio e nelle strade adiacenti. Per i due arrestati il Daspo della questura è di cinque anni. Altri sostenitori, al momento, sono stati identificati e rischiano denunce e Daspo. Negli scontri sono rimasti feriti quattro agenti di polizia. Al lavoro anche la questura di Forlì-Cesena per dare un nome agli ultrà romagnoli responsabili degli episodi di violenza. La Digos sta esaminando video e foto. A causa dei fatti di domenica scorsa, venerdì l’Osservatorio della Lega nazionale dilettanti ha imposto il divieto di trasferta ai tifosi biancoverdi oggi sul campo di Monte San Giusto (Macerata) dove è in programma la gara Montegiorgio-Avezzano.
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