Stadio a Cimarra, il Comune apre: «Ma le procedure saranno lunghe»

AVEZZANO. L’emozione scaturita dalla scomparsa di Sandro Cimarra, è ancora viva in tutti gli appassionati di calcio marsicani, e la volontà popolare di intitolargli lo stadio dei Marsi cavalca l’onda...
AVEZZANO. L’emozione scaturita dalla scomparsa di Sandro Cimarra, è ancora viva in tutti gli appassionati di calcio marsicani, e la volontà popolare di intitolargli lo stadio dei Marsi cavalca l’onda e preme da tutti i lati. Da ultima, c’è la lettera di intenti che l’Associazione culturale di Piazza Cavour (la stessa che si è adoperata per il restauro della statua di Vito Taccone) e la Curva Nord di Avezzano hanno indirizzato al sindaco Gianni Di Pangrazio, e nella quale si legge la ferma volontà di procedere in tal senso. La volontà da parte del Comune di intitolare lo stadio dei Marsi allo storico capitano biancoverde c’è ma l’iter si annuncia lungo e tortuoso. Lo conferma anche l’assessore allo Sport, Pierluigi Di Stefano: «Esprimo un parere favorevole a titolo personale, ma c’è una normativa che prevede l’iter da seguire in casi del genere».
Rilanciano anche i consiglieri Lucio Mercogliano (commissione Bilancio) e Nello Simonelli (commissione Sport e Cultura). Sono loro, e Simonelli in particolare, che hanno seguito la trafila burocratica per l’intitolazione dello stadio del rugby al compianto Angelo Trombetta, impiegando oltre un anno e mezzo dalla presentazione della domanda. «È nostro fermo interesse», dicono Mercogliano e Simonelli, «avviare la pratica per l’intitolazione dello stadio a Cimarra ma, al momento, le speranze di poter giungere ad una veloce conclusione, al momento appaiono abbastanza incerte».
Come scritto in precedenza, su tali iniziative vige una legge risalente addirittura al 2 agosto 1927. Nell’articolo 4, comma 2, è specificato infatti che «Nessun monumento, lapide o altro ricordo permanente dedicato in luogo pubblico, può essere realizzato prima dei dieci anni dalla scomparsa del soggetto in questione. Tali disposizioni non si applicano alle persone della famiglia reale, né ai caduti in guerra per la causa nazionale».
Oggi, a distanza di quasi un secolo, la legge conserva ancora la sua validità e l’unico referente in materia è il prefetto, ma il termine dei dieci anni dalla scomparsa del soggetto, non è mai stato abolito o modificato.
Dal Comune, come sottolineato da Di Stefano, Simonelli e Mercogliano è trapelata comunque la volontà di avviare la pratica per il cambio di nome in “Stadio dei Marsi Sandro Cimarra».
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