Stadio, al via lavori per 17 milioni Si parte a fine mese coi fondi Pnrr

Presentato il programma per il “Gran Sasso Acconcia”: la casa del calcio diventa impianto polisportivo La capienza sarà portata da 6.100 a 7.500 posti. Previsti locali commerciali, parcheggio e teatro
L’AQUILA. Un programma di rigenerazione urbana e sociale oltre che sportiva da 17 milioni complessivi. A tanto ammonta il progetto di riqualificazione dello stadio Gran Sasso d’Italia-Italo Acconcia, che nell’arco dei prossimi cinque anni porterà così il capoluogo abruzzese a fregiarsi del titolo di “grande piazza” non soltanto calcistica.
È quanto annunciato ieri mattina, nella sala stampa “Franco Giancarli” dello stesso impianto sportivo, alla presenza del presidente dell’Aquila calcio 1927 Massimiliano Barberio, dell’amministratore societario Goffredo Juchich e del sindaco Pierluigi Biondi.
I lavori saranno suddivisi in due lotti e partiranno a fine marzo da quello Nord per una spesa pari a 10 milioni a valere sui fondi del Piano nazionale ripresa e resilienza. A lavori ultimati, L’Aquila avrà un impianto polisportivo, inclusivo e fruibile sette giorni su sette dove troveranno spazio anche tennis e volley, destinato quindi a fare da collante per l’intera comunità.
IL PROGETTO
Un secondo campo da calcio a 11 alle spalle del rettangolo di gioco, un campo da calcio a 5 polivalente, quattro campi da padel, sei spogliatoi, quattro punti ristoro, una foresteria, una sala riabilitativa e un Academy Center per i ragazzi. Ma anche locali commerciali, un ristorante, un parcheggio interrato da 70 posti auto, una sala multimediale (museo immersivo), un teatro coperto da 400 unità, più una serie di interventi relativi alla viabilità limitrofa. Il tutto per una capienza complessiva dell’impianto che dagli attuali 6.100 posti arriverà ad accogliere fino a 7.500 spettatori.
LE DICHIARAZIONI
«Un obiettivo storico per questa città», lo ha definito Juchich. «Se noi costruiamo un sistema economico solido fuori dal campo, inevitabilmente saremo forti anche in campo», assicura l’amministratore dell’Aquila, spiegando come la campagna di equity crowdfounding, che partirà ufficialmente dopodomani, non sarà funzionale a pagare «gli stipendi ai calciatori» né ad «acquistare attaccanti o difensori, ma a rendere questa società ancora più forte “a latere”». Il primo cittadino è invece tornato sulla recente elezione dell’Aquila a capitale della cultura 2026, specificando come il titolo abbia «tra le sue finalità anche quella del benessere sociale» e quanto «lo sport cittadino potrà fare la sua parte anche sotto questo punto di vista», dal momento che non si tratta di «un elemento accessorio», ma di un veicolo che concorre alla «crescita dei buoni cittadini e dove si formano i giovani al rispetto dell’avversario e dei compagni di squadra». Il sindaco ha poi fatto notare come il “progetto stadio” s’inserisca in un più ampio «progetto di riqualificazione di tutta la parte Est della città» unitamente al «recupero della zona della caserma Rossi e della costruzione della nuova caserma dei vigili del fuoco, con la sistemazione dell’area di via Panella».
Barberio ha infine illustrato il progetto nel dettaglio, sottolineandone l’impatto sul mercato del lavoro del territorio. «Con una struttura del genere la città dell’Aquila aumenterà il livello occupazionale in maniera sostanziale».
Un risultato che lo stesso presidente della “squadra della gente” ha definito come il «frutto di quattro anni di duro lavoro e un pizzico di follia» portato avanti in stretta collaborazione con gli uffici comunali.
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