Stadio del fondo, ecco come sarà Di Ciccio: tuteleremo l’ambiente

Rocca di Mezzo, il sindaco spiega il progetto con l’intento di spegnere le polemiche sollevate dal Wwf: «Il bacino idrico ricadrà nella vecchia cava di inerti e potrà fungere anche da riserva antincendio»
ROCCA DI MEZZO. «Ecco come sarà lo stadio del fondo: inserito nel contesto naturale e funzionale al sostentamento economico delle popolazioni locali». Dopo le polemiche sollevate dal Wwf e da altre associazioni ambientaliste, il sindaco di Rocca di Mezzo Mauro Di Ciccio illustra il progetto previsto ai Piani di Pezza, finanziato con 1 milione di euro dei fondi del Pnrr. I lavori nel frattempo sono stati sospesi, in attesa di eventuali osservazioni, dato che la Vinca è stata pubblicata il 21 luglio. Il sindaco ha già ribadito che l’opera ha ricevuto tutte le autorizzazioni, compresa quella del Parco Sirente Velino. «Il Comune di Rocca di Mezzo», spiega Di Ciccio, «intende migliorare la fruizione dei Piani di Pezza, con infrastrutture leggere per attività estive e invernali, non mediante lo sci alpino. Per fare ciò, sta provvedendo a rendere funzionanti i rifugi del Vado di Pezza, garantendo sicurezza e continuità a quelle attività per cui Pezza è rinomata, tra cui lo sci di fondo».
COME SARà
«Quello da noi stessi definito stadio del fondo e che è stato mal interpretato, forse abituati a paradigmi di città», afferma il sindaco, «non è altro che un bacino idrico ricadente nella vecchia cava di inerti, ricoperto di ghiaia e circondato da una staccionata in legno. Ci saranno 8 pozzetti interrati collegati ai seminterrati dei rifugi esistenti attraverso cavi sottostanti le carrarecce preesistenti per l'allaccio di 2 cannoni mobili e una pista ad anello di circa 850 metri sul margine del laghetto. Poi un piccolo battuto in legno e dei modesti terrazzamenti in tronchi, realizzati alla base della scarpata che divide il sito di intervento e i rifugi, secondo tecniche di ingegneria naturalistica, con l’esclusivo riutilizzo di materiale presente in loco, stoccato a parte». Il bacino potrà fungere anche da riserva antincendio e i terrazzamenti da sostegno della sovrastante scarpata: «Tutto questo», sottolinea Di Ciccio, «è previsto nei primi 300 metri dal Vado di Pezza e 130 metri dai rifugi, quando la lunghezza complessiva dell’omonimo altopiano è di ben 5 chilometri».
LE PROSPETTIVE
«Il progetto che l’amministrazione ha voluto e i consulenti incaricati hanno concertato tra di loro e con gli enti intervenuti, ridimensionandolo e adattandolo nei diversi passaggi», aggiunge il sindaco, «è funzionale al sostentamento economico delle popolazioni locali, secondo valutazioni interne alle stesse, nel rispetto del valore ambientale del sito, contemperando questa nuova necessità con il valore dei luoghi che proprio le popolazioni hanno preservato per secoli. Quanto al ricorso all’innevamento programmato, non si può non considerare che viene attuato nel sito più freddo dell’Italia peninsulare e sono in corso verifiche – incompatibili con i tempi ristretti delle fasi progettuali – per l’approvvigionamento dal sottosuolo».
LA VINCA
«L’operazione», dice Di Ciccio, «porta la macchia della mancata pubblicazione della fase di Valutazione di incidenza ambientale, di cui si è subito preso atto, interrompendo i lavori. Si lavora per cercare di cantierizzare al meglio i fondi del Pnrr e un errore di procedura, non consueta, è inavvertitamente spuntato e ce ne scusiamo. Attendiamo le osservazioni, sperando che siano migliorative dell’opera, con l’auspicio che questa possa essere finita presto».
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