Stangata alla negoziante scambiata per un’abusiva

19 Febbraio 2020

Ma il giudice annulla i pignoramenti scattati dopo la sanzione da 30mila euro Avvisi dall’Agenzia delle entrate in seguito ai controlli dell’Ispettorato del lavoro

AVEZZANO. Una sanzione da 30mila euro alla proprietaria di un’attività di Avezzano, trovata nel suo negozio dall’Ispettorato del lavoro e scambiata per una dipendente abusiva. Alla fine la donna fa ricorso e riesce a dimostrare che quella somma all’Agenzia delle entrate non era dovuta perché lei non era un’impiegata del suo negozio. Tutto nasce da un’ispezione dell’Inps a un’agenzia di viaggi della città. Quel giorno l’amministratrice dell’attività è di passaggio e viene vista all’interno del negozio dagli ispettori. Così scatta la maxi sanzione per ripagare tutti i contributi arretrati che a detta degli ispettori non erano stati mai versati. Infatti secondo l’Ispettorato, basta la presenza sul posto di lavoro, all’interno dell’esercizio commerciale, per dimostrare di essere un dipendente.
«È questo l’orientamento giurisprudenziale ancora in voga, seppure molto vecchio», ha affermato il legale della commerciante, l’avvocato Rosita Di Lorenzo, «siamo riusciti a dimostrare però che le cose non stanno così».
Quando sono cominciati ad arrivare avvisi di addebito come fossero pioggia la commerciante ha deciso di reagire e di impugnare queste richieste. Gli addebiti venivano messi a ruolo e quindi interveniva l’Agenzia delle entrate per la riscossione con dei pignoramenti. Il giudice del tribunale di Avezzano, Stanislao Antonio Fiduccia, ha accolto la tesi della difesa, secondo cui la prova che viene rivestita la duplice veste di padrone-impiegato deve essere rigorosa e non basta la semplice presenza sul posto di lavoro. «Questa situazione», conclude il legale, «ha creato dei danni alla commerciante e alla sua attività perché, anche se gli avvisi di addebito erano stati sospesi, l’Agenzia delle entrate ha comunque proseguito illegittimamente dei pignoramenti».
Sono diversi i casi di amministratori trovati all’interno di negozi e sanzionati pesantemente. Proprio nel 2015 fu fatto un controllo a tappeto ad Avezzano in questo ambito. Numerosi anche gli amministratori di attività trovati all’interno di negozi o esercizi commerciali che andarono incontro alle sanzioni previste dal caso. Molti di loro decisero di sanare la loro posizione pagando le relative multe. Altri impegnarono le sanzioni.
«Venne fatto», precisa il legale, «un discorso di forma e non di sostanza, arrivando di fatto a fare cassa ma mettendo in difficoltà tanti commercianti che ora possono impugnare queste sensazioni alla luce della sentenza del giudice di Avezzano».
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