Stangata Arap sugli arretrati Le imprese: tagliate le tariffe
L’Azienda per le attività produttive punta al recupero delle somme sospese Oggi l’incontro per poter dilazionare il pregresso e abbassare la tassazione
L’AQUILA. Pagano una doppia tassa, al Comune e all’Arap. Cifre che oscillano tra i 600 euro per i piccoli artigiani ai 38mila euro l’anno per le multinazionali. Ma i servizi, nei nuclei industriali, scarseggiano: strade dissestate, illuminazione carente, banda larga che lascia a desiderare. E in arrivo c’è una vera e propria stangata: l’Azienda regionale per le attività produttive sta facendo partire le cartelle per il recupero delle somme arretrate, sospese dal 2009 al 2014, quando la gestione delle aree industriali era sotto l’egida dei Consorzi. Soldi che l’Arap vuole subito, entro 30 giorni dalla notifica del pagamento, e in un’unica soluzione. Oggi alle 10.30, nella sede di Confindustria, all’Aquila, si riunirà la consulta delle associazioni di categoria, alla presenza dei vertici dell’Arap. L’obiettivo è trovare una mediazione che consenta di dilazionare il pregresso e abbassare la tassazione a carico delle aziende.
PAGAMENTI SOSPESI. Non c’è pace per le aziende aquilane che, dopo il rischio della restituzione delle tasse sospese a causa del sisma, si trovano a dover affrontare la richiesta di pagamento delle tariffe applicate dall’Arap sui servizi resi all’interno dei nuclei industriali.
«Dopo il sisma del 2009 il Consorzio per lo sviluppo del nucleo industriale dell’Aquila ha ritenuto di dover sospendere ogni forma di pagamento», spiega Massimiliano Mari Fiamma, segretario generale Apindustria, «anche in virtù della situazione emergenziale e del mutamento delle aree industriali che hanno accolto uffici e negozi. La riforma dei Consorzi, nel 2014, ha portato alla nascita dell’Arap: a distanza di quattro anni, l’Agenzia per le attività produttive richiede alle aziende le tariffe congelate per i servizi nei nuclei di Pile, Bazzano, Sassa e Monticchio».
SOLDI SUBITO. Si tratta di somme importanti che oscillano tra i 600 euro annui, nel caso di piccoli artigiani, ai 34mila per le multinazionali come la Dompé. «Il calcolo è semplice», dice Mari Fiamma, «moltiplicando tali importi per i sei anni di sospensione, escono fuori bollettini di pagamento che vanno dai 6mila ai 240mila euro».
Sarà la dilazione delle somme richieste il principale argomento che la Consulta affronterà oggi: le associazioni di categoria puntano ad ottenere una dilazione delle somme oltre ad un abbattimento delle tariffe applicate.
DOPPIA TASSAZIONE. «L’altro problema sollevato da tempo», sottolinea Mari Fiamma, «riguarda la doppia tassazione a cui sono sottoposte le imprese aquilane che, dal 2014, pagano la Tari al Comune e la tassa per i nuclei industriali all’Arap. Un doppio balzello che riguarda gli stessi servizi: gestione acque, strade, illuminazione, riciclo rifiuti e connessione internet. Cosa che non avviene in altri comuni, dove è stato raggiunto un accordo. Anche questo sarà tema di discussione nell’incontro odierno, che è stato preceduto da un confronto con il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, a cui abbiamo esposto la situazione».
SERVIZI CARENTI. Tasse alle stelle e servizi carenti. Questo il quadro prospettato dalle associazioni datoriali.
«L’Arap non offre servizi adeguati», conclude Mari Fiamma, «il nucleo industriale di Monticchio è rimasto per mesi senza illuminazione. Adesso i lampioni si accendono di giorno e restano spenti di notte. La viabilità a Bazzano è in condizioni precarie, tra strade dissestate e mancanza di segnaletica. E ancora, non vi è un coordinamento sulla vigilanza notturna dei nuclei industriali. Le aziende devono attrezzarsi da sole».
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