Stangata per le imprese, il caso in consiglio

De Santis annuncia un’interrogazione urgente sui canoni del suolo pubblico richiesti dal Comune
L’AQUILA. Un’interrogazione urgente «per verificare la corretta applicazione della norma, a tutela delle tante imprese che rischiano un salasso di centinaia di migliaia di euro non dovuti» sarà presentata oggi da Lelio De Santis (capogruppo di Cambiare insieme) al consiglio comunale dell’Aquila. In queste settimane, infatti, sono numerose le imprese appaltatrici di lavori di ricostruzione pubblica della città che stanno ricevendo richieste di pagamento di canoni di occupazione di suolo pubblico da parte degli uffici comunali, per cifre da capogiro, che a volte raggiungono anche i 300mila euro. Oggetto delle cartelle è il terreno occupato dalle aree di cantiere e dai ponteggi necessari a eseguire i lavori. I presupposti per l’imposizione del tributo sono stati messi in discussione delle stesse ditte che hanno ricevuto il “salasso”. La Corte di Cassazione, infatti, ha già stabilito che sono esenti dalla tassa di occupazione «i lavori pubblici e i lavori privati finanziati dallo Stato e da enti pubblici». Nessun passo indietro, tuttavia, è stato compiuto dal Comune. «Le lamentele legittime di tante imprese edili impegnate nella ricostruzione non trovano risposte adeguate da parte dell'amministrazione comunale, che lascia gli uffici finanziari senza alcun indirizzo chiaro», dice De Santis, che continua: «Il decreto legislativo 507 del 1993 prevede l'esenzione della Cosap, sia sotto forma di tributo che di canone, ed eventuali previsioni nel regolamento sono illegittime. La città dell'Aquila è tra le città italiane con la pressione fiscale più alta, nonostante le dichiarazioni periodiche dell'assessore di turno, che illude i cittadini con improbabili riduzioni di tasse».
Il vero problema, secondo il capogruppo, è il fatto che «le casse comunali sono messe a rischio da una politica tributaria improvvisata e da mancate decisioni sul recupero delle morosità sugli spazi tassabili ancora non denunciati e sulle morosità di canoni e di utenze del Progetto Case. Sarebbe il caso», conclude il capogruppo, «di conoscere quanto degli oltre 20 milioni di indebitamento del progetto Case sia stato recuperato e che fine hanno fatto le lettere inviate dal settore Opere pubbliche in piena estate con avvisi di pagamento anche di 10mila euro, certamente non esigibili entro il 31 agosto».

